Sono appena diciottenni, ma nutrono già l’ambizione di cucirsi addosso un ruolo da duri, capaci di girare in città con la cocaina in tasca e il revolver carico a portata di mano. Una brillante operazione della Polizia, conclusa tra il pomeriggio e la tarda serata di venerdì, ha svelato le nuove leve della criminalità latinense, due insospettabili ragazzi di buone famiglie, finiti direttamente in carcere ieri notte con accuse pesanti: Lorenzo Maddaloni, poco più che maggiorenne, è stato bloccato mentre cercava di fuggire a piedi durante un controllo stradale perché aveva con sé alcune dosi di droga e una pistola 38 special con due colpi nel tamburo, mentre un amico suo coetaneo, Lorenzo Vigo, custodiva in casa una piccola semiautomatica pieghevole calibro 22 e quasi un chilo e mezzo di droga tra hascisc e coca.
L’operazione è scattata durante un controllo in centro - anche se è stata ispirata da un attento monitoraggio investigativo della Squadra Mobile - quando una pattuglia della Squadra Volante della Questura si è imbattuta nella macchina guidata da Lorenzo Maddaloni: alla vista degli uomini in divisa il giovane, residente nel quartiere Q5 Nascosa, ha compiuto una manovra spericolata nel tentativo di seminare la “pantera” della polizia, poi ha fermato la vettura in viale Marconi per scappare a piedi. I poliziotti non lo hanno mai perso di vista e prima di bloccarlo hanno notato che lasciava cadere un oggetto metallico, una pistola a tamburo calibro 38 special poi risultata rubata. La prima perquisizione sul posto ha permesso ai poliziotti di trovare alcune dosi di cocaina e 1.200 euro in contanti.
Alla luce dei fatti e di quanto sequestrato, il caso è passato agli investigatori della Terza sezione della Squadra Mobile per gli approfondimenti sulla posizione del giovane. Durante la successiva perquisizione domiciliare sono saltati fuori altri contanti per un totale di 1.3000 euro, un bilancino di precisione e materiale utilizzabile per il confezionamento delle dosi. Ma soprattutto i detective della Questura hanno notato un dettaglio che ha fornito lo spunto per estendere l’attività investigativa: il ragazzo aveva con sé un mazzo di chiavi, ma nessuna di queste apriva porte nella proprietà della sua famiglia, quindi gli agenti hanno deciso di estendere la perquisizione a soggetti a lui vicini.
Da questo dettaglio emerge che Lorenzo Maddaloni veniva monitorato dalla Squadra Mobile già dalle ore precedente al controllo della Squadra Volante, perché i detective si sono presentati a casa di un suo coetaneo con il quale lo avevano visto insieme nel corso della giornata. Si tratta appunto di Lorenzo Vigo, che vive in un appartamento sul lungomare di Latina: le chiavi trovate al primo, servivano proprio per accedere all’abitazione del secondo. E l’ispezione della casa di Vigo hanno svelato il suo ruolo, quanto meno, di custode di una scorta importante di stupefacenti e un’altra arma. Nella sua camera da letto, in un cassetto del comò e all’interno dell’armadio, i poliziotti hanno trovato una decina di panetti di hascisc più altri frammenti per un totale di un chilo e cento grammi, ma anche 350 grammi di cocaina e crack, , 600 euro in contanti, materiale per il confezionamento delle dosi, quattro bilancini elettronici, la mini pistola pieghevole calibro 22, ma anche 11 cartucce per pistola calibro 380 auto gfl, ossia 9 corto, e una cartuccia calibro 357 magnum.
Il materiale trovato ha fatto scattare per entrambi l’arresto e, d’accordo col pubblico ministero di turno Valerio De Luca, la custodia cautelare in carcere, dove saranno interrogati domattina da Giuseppe Cario, giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina.