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Il fatto

Voto di scambio politico-mafioso, prosciolti Del Prete e Forzan: reato riqualificato, tutto prescritto

Poco fa la sentenza del Collegio Penale del Tribunale di Latina per Raffaele Del Prete ed Emanuele Forzan

Il Tribunale ha riqualificato il reato: da voto di scambio politico mafioso in corruzione elettorale e ha dichiarato estinto il reato per prescrizione.

È la sentenza emessa poco fa dal Collegio Penale del Tribunale di Latina sul voto di scambio politico mafioso che vedeva imputati l’imprenditore Raffaele Del Prete ed Emanuele Forzan, ex coordinatore della Lega di Sezze e responsabile organizzativo della lista «Noi con Salvini» all’epoca dei fatti. Il pm della Dda Francesco Gualtieri - nel corso di una lunga requisitoria durata oltre tre ore nell'udienza dello scorso dicembre - aveva chiesto la condanna a 8 anni per l’imprenditore dei rifiuti Raffaele Del Prete e 6 anni per l’ex responsabile della campagna della lista Noi con Salvini. Il collegio difensivo aveva chiesto l'assoluzione per i propri assistiti sostenendo una serie di punti per sconfessare le accuse a partire dall'inattendibilità del narrato dei pentiti: Renato Pugliese e Agostino Riccardo. "Hanno millantato - avevano ribadito le difese - non ci sono prove".

L’accusa contestata riguarda il voto di scambio. In base alle indagini della Squadra Mobile di Latina, coordinate dalla Dda, gli imputati si sarebbero accordati con Agostino Riccardo, un tempo appartenente al clan riconducibile ad Armando Lallà Di Silvio, di recuperare 200 voti tra gli elettori residenti nei quartieri controllati dal clan per la lista ‘Noi con Salvini’ dell’europarlamentare della Lega Matteo Adinolfi, (indagato e la cui posizione è stata archiviata) allora eletto in Consiglio comunale a Latina. Questa mattina in aula le repliche dell'accusa rappresentata dal pm Gualtieri e del collegio difensivo composto dagli avvocati Michele Scognamiglio, Gaetano Marino, Massimo Frisetti, Pietro Parente. Poco prima di mezzogiorno il Collegio penale - presieduto dal giudice Mario La Rosa e composto dai giudici Francesca Zani e Paolo Romano - è entrato in camera di consiglio. Dopo oltre quattro ore la sentenza. Grande commozione in aula per i due imputati. Tra novanta giorni le motivazioni.

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