Il caso
20.02.2026 - 18:01
Resta in carcere Alan Gaveglia, il buttafuori di 35 anni arrestato dai poliziotti della Squadra Mobile per possesso di armi e munizioni di provenienza illecita, comprese alcune cartucce da guerra, e persino attrezzature per la riparazione e la manutenzione di pistole e fucile. Stamattina il giudice per le indagini preliminari Mara Mattioli, a margine dell'interrogatorio, ha convalidato l'arresto e ha disposto la custodia cautelare presso la casa circondariale di via Aspromonte, ravvisando il pericolo di reiterazione del reato, nonostante l'ammissione dell'indagato.
Assistito dai legali di fiducia, gli avvocati Gaetano Marino e Massimo Frisetti, nel corso dell'interrogatorio Alan Gaveglia ha risposto alle domande del giudice, ma ha cercato di ridimensionare le accuse. Ha infatti dichiarato di essere un appassionati di armi e di averle possedute esclusivamente per passione. In merito alle munizioni, invece, si è giustificato sostenendo di averle trovate a terra per caso. Versioni che non hanno convinto il giudice.
Gli investigatori della Questura erano arrivati al 35enne dopo un attento monitoraggio della criminalità, impegnati nella ricerca di soggetti insospettabili impiegati per custodire armi e droga. Durante la perquisizione di martedì mattina, in casa dell'uomo nel quartiere Q4 Nuova Latina, i poliziotti avevano trovato una mini pistola pieghevole a tamburo calibro 22, una vecchia rivoltella, ossia un revolver non funzionante ma in fase di riparazione, queste due sprovviste di numero di matricola, ma comunque detenute illegalmente, oltre a un fucile con canne e cane tagliati come una lupara e a una pistola a tamburo per softair capace di sparare munizioni calibro 6 millimetri con proiettile in plastica.
A destare la curiosità degli investigatori, la circostanza che la mini pistola fosse identica a quella trovata, un mese prima, in casa di uno dei diciottenni arrestati con armi e droga dopo un inseguimento in centro.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione