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Il caso

Sequestrata la discarica a cielo aperto, indagine dei carabinieri forestali

Sigilli per il terreno di via Capraia disseminato di rifiuti speciali. Accertamenti per risalire alla provenienza dei materiali

È finita sotto sequestro la discarica abusiva a cielo aperto di via Capraia, al lido di Latina. Ad apporre i sigilli sono stati i carabinieri forestali del Nucleo di Latina che già da tempo monitoravano la zona, particolarmente soggetta all’abbandono di rifiuti speciali e ingombranti: i militari del comando di Fogliano hanno adottato il sequestro giudiziario dell’area, nel pomeriggio di ieri, nell’ambito di un’indagine avviata per risalire agli autori degli sversamenti illeciti, in vista degli accertamenti che saranno effettuati sulla provenienza del materiale abbandonato.
Come rivelano le foto satellitari consultabili attraverso le comuni mappe, in quel punto si trovavano materiali abbandonati già da qualche tempo, ma nell’ultimo mese si erano intensificati gli sversamenti, proseguiti fino a qualche giorno fa. Tant’è vero che la discarica, in poco tempo, ha raggiunto dimensioni importanti. Un’evoluzione che trova conferma anche nelle segnalazioni dei residenti, testimoni di quello scempio, cresciuto a vista d’occhio in poco tempo.
La discarica si è creata in un terreno incolto lungo una stradina di terra battuta che conduce a un fondo agricolo, a poche decine di metri dalla carreggiata di via Capraia, nei pressi della chiesa della parrocchia Stella Maris. Stando alla composizione dei rifiuti, quasi tutti classificabili come speciali, sembra evidente che siano stati scaricati in momenti diversi, tutti portati in quel luogo con autocarri o furgoni, comunque veicoli capaci di trasportare carichi voluminosi. Insomma, sembra evidente il coinvolgimento di imprese o singoli lavoratori che operano clandestinamente, nel campo delle ristrutturazioni oppure nella bonifica di locali.
Tra gli sversamenti più recenti, il più datato probabilmente risale a un mese fa circa, mentre gli ultimi proprio nei giorni scorsi. Una catasta importante è composta da sedie e tavolini tutti uguali, più un calciobalilla, provenienti probabilmente da un pubblico esercizio. Ci sono poi alcuni cumuli composti da scarti di lavorazioni edili, ovvero ristrutturazioni. In più punti si trovano materiali riconducibili a impianti elettrici dismessi, come scatole di derivazione, tubi e plafoniere, ma anche imballaggi e porte di legno. Non mancano poi le cataste di guaine bituminose rimosse dalle coperture, alcune abbandonate da molto tempo, altre chiaramente scaricate di recente.
Nel corso del sopralluogo di ieri i carabinieri forestali del Nucleo di Latina hanno ispezionato i rifiuti in cerca di dettagli utili a risalire alla loro provenienza e hanno già avviato gli accertamenti per individuare i responsabili degli episodi di abbandono illecito dei rifiuti. L’area è stata sottoposta a sequestro anche in vista della necessaria bonifica ambientale.

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