Le urla della vittima hanno richiamato l’attenzione di un uomo, che si è affacciato a una finestra del palazzo antistante e ha notato la scena, affrettandosi a contattare il 112 per dare l’allarme. Così facendo ha consentito ai carabinieri di intervenire rapidamente: ancora una volta sono stati i militari della Sezione Radiomobile a convergere in zona, rintracciando l’autore della rapina grazie alla descrizione fornita, via telefono, dal testimone. Si trattava di un tunisino di 35 anni circa, che aveva ancora con sé la refurtiva e successivamente è stato riconosciuto dalla stessa donna che aveva rapinato poco prima.
L’episodio sottolinea la gravità di un fenomeno che si sta manifestando in maniera sempre più allarmante: da diversi mesi in città si è stabilita una comunità di immigrati di nazionalità nordafricane, tra i quali molti giovani, che girano per la città in cerca di soldi facili e non si fanno scrupoli ad aggredire le persone, in base alle occasioni. Alcuni di loro sono reduci da esperienze criminali nelle grandi città, i più scaltri organizzano rapine in maniera scrupolosa, com’era successo al tabaccaio aggredito sotto casa un mese fa.
Un fenomeno che le forze di polizia stanno contrastando con servizi di pattugliamento mirati e indagini. In particolare i carabinieri della Compagnia di Latina sono al lavoro da giorni per garantire controlli sempre più stringenti e in questo senso i militari della Sezione Radiomobile si sono dimostrati all’altezza della situazione, con capacità di intervento fuori dal comune. Appena giovedì sempre i carabinieri delle “gazzelle” avevano già arrestato un ventenne tunisino ritenuto uno dei più attivi sul fronte dei furti e delle rapine, già protagonista di episodi di violenza nell’ultimo anno.
Proprio questi ultimi arresti sembrano indirizzare le indagini sulle rapine verso un ambiente ben preciso, un gruppo di nordafricani in contatto tra loro, che condividono azioni criminali e dimore, utilizzate anche come nascondigli.