Dopo sei anni da Presidente del Tribunale, Caterina Chiaravalloti lascia Latina per il nuovo incarico da Presidente della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Lo ha deliberato ieri mattina il plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, con una votazione che lo ha visto, alla fine, spaccato. Infatti per la nomina di Chiaravalloti nel capoluogo calabrese ci sono stati 16 i voti favorevoli, tra cui quello del vicepresidente Pinelli, uno solo in più di quelli espressi per l’altra candidata, Olga Tarzia, attualmente presidente di sezione nell’ufficio giudiziario reggino e si è registrata un’astensione.
Caterina Chiaravalloti è entrata in magistratura molto giovane, nel 1989, e dal 1990 al 2002 è stata sostituto procuratore a Catanzaro, dove ha svolto poi anche funzioni giudicanti in Tribunale e in Corte d’appello. Dal 2009 al 2013 è stata fuori ruolo per svolgere l’incarico di consulente giuridico al Ministero degli Esteri, e, dopo il rientro in magistratura nel 2013, ha guidato il Tribunale di Castrovillari fino al gennaio 2018, quando appunto è stata nominata Presidente del Tribunale di Latina, dove ha trovato una situazione complessa, fatta di una quota elevata di arretrato e procedimenti a rischio prescrizione, oltre ad un ufficio giudiziario con i postumi dello scandalo del caso di Antonio Lollo, il giudice della sezione fallimentare arrestato nel marzo del 2015.
La presidente, tra gli altri compiti complessi, ha affrontato quello della sostituzione dei professionisti nelle procedure concorsuali; ha inoltre avviato un iter di smaltimento dell’arretrato che lo scorso anno ha consentito al Tribunale di Latina di ridurre il numero dei procedimenti più vecchi e al tempo stesso di assottigliare quelli a rischio prescrizione. Sono rimasti comunque alcuni nodi di difficile superamento, come la carenza di organico nella sede del giudice di pace di Latina, più volte al centro di richieste specifiche da parte del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Latina. Inoltre anche sotto l’era Chiaravalloti il Tribunale di Latina ha vissuto un altro trauma con l’arresto della giudice delle indagini preliminari, Giorgia Castriota.