E' successo tutto lo scorso 10 febbraio, ma se n'è avuta contezza soltanto poco fa.

Giovedì scorso, all'interno del porto di Anzio, un uomo di circa 80 anni è caduto a terra, battendo la testa e riportando delle ferite - tra cui un trauma cranico - che, inizialmente, non sembravano gravissime, tanto da disporre il ricovero al pronto soccorso in codice giallo. Qualche ora dopo, però, all'interno degli ospedali "Riuniti" di Anzio e Nettuno, l'uomo si è aggravato e, attorno alle 20.30, a causa di alcune complicazioni cardio-respiratorie e nonostante il pronto intervento dei rianimatori, è deceduto.

Di conseguenza, la polizia locale di Anzio, coordinata dal Comandante Sergio Ierace, che già era intervenuta al momento dell'incidente sul luogo dei fatti, insieme a personale del 118, ha avviato le indagini e si è di nuovo portata lungo la banchina del porto innocenziano, dove era avvenuto l'incidente.

Qui, in prossimità del luogo della caduta, gli agenti del dottor Ierace hanno subito individuato la presenza di una traccia scavata all'interno dell'asfalto - profonda due centimetri circa, larga 20 centimetri e lunga 450 centimetri, anch'essa ricoperta di bitume - che potrebbe aver cagionato la caduta dell'uomo. 

Di conseguenza, sentita l'autorità giudiziaria di Velletri, la polizia locale ha avviato le indagini per omicidio colposoe ha formato tutti gli atti propedeutici alla ricostruzione dei fatti, inviando quest'oggi tutto il fascicolo in Procura.

Tra l'altro, domani - 13 febbraio 2017 - la salma dell'80enne verrà traslata nell'Istituto di medicina legale di Tor Vergata, a Roma, dove il magistrato disporrà gli accertamenti del caso e - verosimilmente - l'autopsia.

Ovviamente, le indagini della polizia locale sono volte a chiarire ogni aspetto dell'accaduto, valutando anche altre piste oltre a quella della semplice caduta. In tal senso, l'area dove sono avvenuti i fatti è stata sequestrata e il deambulatore, ancora sporco di sangue, è stato sequestrato.