L'evento
27.03.2026 - 20:00
La Regione Lazio ha presentato il nuovo Piano di Internazionalizzazione 2026, un pacchetto da oltre 15 milioni di euro per sostenere l’export delle imprese laziali e attrarre nuovi investimenti, con un focus sui settori Aerospazio, Biotech & Pharma, Cleantech e Digitale.
Dotazione complessiva: oltre 15 milioni di euro.
3,2 milioni di euro per 39 iniziative: 34 fiere (19 in Italia, 8 in Europa, 7 extra-Ue) e 5 missioni di sistema di diplomazia economica (business meeting, workshop, eventi per attrazione investimenti).
12 milioni di euro per il nuovo Voucher Internazionalizzazione dedicato alle Pmi, in uscita a settembre 2026, per accompagnare i percorsi di ingresso e consolidamento sui mercati esteri.
Il Piano prevede un programma integrato di fiere, missioni, strumenti finanziari e azioni di attrazione investimenti, pensato per aiutare le imprese regionali a rafforzare e ampliare la loro presenza sui mercati internazionali in uno scenario globale competitivo e complesso.
Secondo la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli, l’obiettivo è accompagnare le imprese del Lazio sia nella gestione dei rischi geopolitici sia nella valorizzazione delle nuove opportunità, esplorando direttrici come Mercosur, India e i nuovi percorsi commerciali legati al Piano Mattei.
Per rendere più efficace il sostegno, durante l’incontro al Cinema Adriano è stato firmato un Accordo di collaborazione tra Regione Lazio (tramite Lazio Innova), Cassa Depositi e Prestiti, SIMEST e SACE, che prevede azioni congiunte di informazione e formazione – in presenza e online – per facilitare l’accesso agli strumenti nazionali per l’export e rafforzare le competenze delle Pmi nei processi di internazionalizzazione.
È stato inoltre presentato il nuovo bando regionale “Attrazione Investimenti”, gestito da Lazio Innova, con cui la Regione intende selezionare imprese interessate a incontrare investitori internazionali, industriali e finanziari.
Nel 2025 il Lazio si conferma tra le regioni più dinamiche d’Italia sui mercati esteri: secondo i dati Istat, l’export regionale è cresciuto del 9,6% rispetto al 2024, con un aumento del 17% nel comparto farmaceutico e una crescita trainata soprattutto dai mercati extra-Ue.
Il valore complessivo delle esportazioni si attesta attorno ai 36 miliardi di euro (circa 32 miliardi nel 2024), con una forte spinta delle vendite verso gli Stati Uniti, cresciute di oltre il 50%, in larga parte grazie all’exploit della farmaceutica.
Secondo i dati illustrati dal presidente di ICE, Matteo Zoppas, il Lazio è tra le prime regioni italiane per valore dell’export, con una quota pari al 5,6% del totale nazionale (643 miliardi) e performance particolarmente positive in cinque settori: prodotti della raffinazione del petrolio (+99% sul 2024), farmaceutico (+17,7%), metallurgico (+18,3%), autoveicoli e rimorchi (+4,8%), alimentare (+4,6%).
Durante l’evento al Cinema Adriano – che ha visto la partecipazione, tra gli altri, di rappresentanti di MAECI, ICE, CDP, SACE, SIMEST, Unindustria e Lazio Innova – è stata ribadita la centralità dell’export come motore di crescita per il Lazio e per l’intero Paese e l’importanza di un’azione coordinata tra istituzioni, finanza pubblica e sistema produttivo.
Dal 2023 a oggi la Regione Lazio ha messo in campo circa 50 milioni di euro per l’internazionalizzazione e 20 milioni per l’attrazione di investimenti esteri, risorse cofinanziate dall’Unione Europea attraverso il PR FESR Lazio 2021–2027, confermando la politica di coesione come leva strategica per la competitività del tessuto produttivo regionale.
SACE, SIMEST e CDP, presenti con desk informativi dedicati, hanno messo a disposizione delle imprese consulenza e strumenti assicurativo-finanziari per accompagnare soprattutto le Pmi su mercati complessi, sostenere lo sviluppo di filiere internazionali e favorire una presenza stabile nei mercati del futuro.
Per la Regione, l’internazionalizzazione non è più una scelta opzionale, ma una condizione strutturale per la competitività: il Piano 2026 punta infatti a costruire percorsi di crescita strutturata, integrando promozione sui mercati esteri, strumenti finanziari, attrazione di capitali e rafforzamento delle filiere strategiche.
L’obiettivo dichiarato è accompagnare soprattutto le Pmi verso una presenza duratura sui mercati internazionali, facendo sistema con Governo, grandi player del credito e dell’export e associazioni d’impresa, in modo da trasformare i buoni risultati conseguiti finora – in termini di volumi esportati e diversificazione dei mercati – in un vantaggio competitivo stabile per l’economia regionale.
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