Il piano integrato per riqualificare l’area ex Freddindustria spacca la maggioranza. Il progetto presentato in commissione Urbanistica ha trovato l’opposizione di tre liste che appoggiano la giunta Terra, che hanno detto «no» all’ipotesi della società Aprilia 2012 di abbattere i capannoni industriali per costruire delle palazzine su un’area di 260 mila metri cubi (con aumento di volume di 90 mila mc) e di realizzare come opera di compensazione una scuola. Un’ipotesi alla quale va aggiunta quella della Laura Costruzioni, che nel terreno confinante ha presentato un piano da 36 mila mc; in cambio della realizzazione di un asilo, di una rotatoria e di una strada.


«Questo è un progetto orribile, non andava portato in commissione». Questa la dichiarazione di Renzo Caissutti (L’Altra Faccia della Politica), un concetto in precedenza ribadito da Giovanni Martelli di Unione Civica. «Questo piano non ci serve, non c’è un’emergenza abitativa in città. E bisognava - afferma - rinviare la commissione, vista che ci sono state defezioni per la concomitanza con la conferenza dei servizi sulla discarica». Chiaro il riferimento all’assenza dei consiglieri della Rete dei Cittadini. Il capogruppo Ornella Pistolesi aveva chiesto di posticipare il confronto, ma di fronte al diniego il gruppo ha disertato la seduta non mandando l’altro consigliere, Daniele Casari.

Parole e azioni che segnano una spaccatura netta con le altre liste della coalizione (Forum per Aprilia, Aprilia Domani e Terzo Polo Aprilia Futura), contrari al nuovo piano integrato ma pronte a trattare con i costruttori. Le ipotesi di lavoro sono diverse: ridurre i volumi edificatori, modificare la destinazione urbanistica (chiedendo villette e non palazzi), chiede maggiori compensazioni. «Il progetto attualmente non ci convince. Ma va ricordato - afferma l'assessore all'Urbanistica, Franco Gabriele - che Aprilia 2012 ha presentato un ricorso al Consiglio di Stato per il piano casa. In caso di sconfitta ci ritroveremmo dei volumi superiori. E’ un’area strategica, è giusto che la commissioni lavori a un’alternativa».

(L'articolo completo sull'edizione odierna di Latina Oggi)