Selettività alimentare
13.02.2026 - 12:00
“Non mi piace”, “Questo non lo mangio”, “Mi fa schifo”. Sono frasi che molti genitori di bambini tra i 3 e gli 8 anni sentono ripetere quotidianamente a tavola. Spesso liquidati come semplici capricci o come fasi destinate a passare da sole, questi rifiuti possono invece rappresentare un segnale da osservare con attenzione, soprattutto quando persistono nel tempo e riducono sempre più la varietà degli alimenti accettati dal bambino.
La selettività alimentare non riguarda soltanto ciò che il bambino mangia o non mangia. In età evolutiva, il rapporto con il cibo è strettamente intrecciato allo sviluppo sensoriale, emotivo e relazionale. Odori intensi, consistenze nuove, colori insoliti o esperienze emotive negative legate al pasto possono influenzare profondamente l’accettazione di un alimento. Per questo motivo, forzare, insistere o ricattare rischia di ottenere l’effetto opposto, trasformando il momento del pasto in una fonte di stress e conflitto per tutta la famiglia.
Da queste premesse nasce ad Aprilia il ciclo di incontri gratuiti dal titolo “Bleah! Questo non lo mangio”, frutto della collaborazione tra una logopedista, un medico dietologo e una psicologa infantile. L’iniziativa ha l’obiettivo di fare informazione e prevenzione, offrendo ai genitori strumenti concreti per comprendere i comportamenti alimentari dei propri figli e affrontarli in modo adeguato e rispettoso.
La prevenzione gioca un ruolo fondamentale: aiuta a distinguere ciò che rientra in una normale fase evolutiva da situazioni che meritano maggiore attenzione. Intervenire precocemente permette di evitare che il rifiuto del cibo si cristallizzi, diventando nel tempo una difficoltà più strutturata e complessa da gestire.
Durante gli incontri vengono affrontati i principali falsi miti sull’alimentazione infantile e proposte strategie pratiche per rendere il pasto un momento più sereno, basato sull’ascolto, sulla gradualità e sulla relazione. Parlare di selettività alimentare significa, in fondo, parlare di benessere, crescita e legami familiari: prendersene cura oggi vuol dire investire nella salute dei bambini di domani.
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