Il Partito Democratico di Aprilia tuona contro la messa in liquidazione della Multiservizi. I dirigenti contestano l'amministrazione comunale che venerdì scorso, in Consiglio comunale, ha votato la chiusura dell'aziendae. “Una scelta sbagliata che avrà solo l'effetto di danneggiare i lavoratori, che verranno licenziati e che ancora non si sa come saranno assunti. Se il nostro partito fosse stato al governo - attacca il segretario locale, Alessandro Mammucari – saremmo riusciti ad evitare la liquidazione. E a chi in maggioranza si è astenuto e non si è presentato perché contrario allo smantellamento (Renzo Caissutti e Michela Biolcati Rinaldi, ndr) diciamo: fatevi sentire, perché la partita non è ancora chiusa".

Per il Pd c'era un'alternativa: la trasformazione dell'Asam in una società a responsabilità limitata, ma la proposta è stata bocciata tra mille polemiche. Per questo motivo si scagliano contro il sindaco Antonio Terra e contro alcuni dirigenti comunali. “La proposta di delibera è stata protocollata tramite pec martedì pomeriggio, malgrado ciò l'amministrazione – spiega Giovannini - non ha girato per tempo i pareri tecnici e contabili ai revisori dei conti per una giusta analisi. Il parere del dirigente alle Finanze, Francesco Battista, ci è stato presentato solo venerdì mattina e affermava che la trasformazione era impossibile, una lettura a nostro avviso sbagliata visto che anche l'assessore alle Finanze Mastrofini ha detto che la strada era percorribile. Perciò abbiamo chiesto una spiegazione al segretario comunale Elena Palumbo, l'atteggiamento istituzionale è stato scorretto”.


Un ritardo, quello sui pareri legali, che secondo il Pd ha limitato la discussione in Consiglio. “I consiglieri di maggioranza non hanno potuto avere un quadro completo della situazione, il loro voto – commenta Monica Tomassetti – sarebbe potuto essere più consapevole se non ci fosse stato questo ritardo. Ci saremmo aspettati un'assunzione di responsabilità diversa dalla maggioranza, invece il sindaco continua a dire bugie, anche sull'arbitrato per le fatture contestate da 4 milioni di euro. In Consiglio ha bocciato la nostra proposta di maggior trasparenza, che intendeva affidare il giudizio sul lodo al collegio arbitrale della Camera di Commercio o all'Anac, affermando che l'incarico a Giuncato era già stato conferito. Abbiamo fatto dei controlli negli uffici comunali e ciò non risulta, non c'è ancora nessun affidamento di incarico".