Il Tar del Lazio ha emesso altre due sentenze relative al canone concessorio patrimoniale non ricognitorio applicato a Pomezia.

Dopo l’annullamento del regolamento che istituiva la “tassa sul sottosuolo” - o “Tassa sull’ombra”, come veniva chiamata in zona - sia a Pomezia che ad Ardea, i giudici della Sezione Seconda Bis del Tar di Roma hanno accolto i ricorsi presentati da Acea Spa contro il Comune pometino, tramite i quali veniva chiesto l’annullamento della nota con cui il Comune intimava il pagamento del canone patrimoniale non ricognitorio per l’anno 2013; di quella avente ad oggetto il preavviso di scadenza del canone patrimoniale non ricognitorio per l’anno 2015 (su questi primi due motivi il Tar si è detto in difetto di giurisdizione, non accogliendo i ricorsi); dello schema di regolamento comunale per l’applicazione del canone patrimoniale non ricognitorio del Comune di Pomezia approvato in Consiglio comunale il 2 dicembre 2013; del regolamento comunale per l’applicazione del canone patrimoniale non ricognitorio del Comune di Pomezia approvato con Consiglio il 22 maggio 2014; e della delibera della Giunta comunale di Pomezia numero 100 del 24 aprile 2015, tramite la quale venivano aggiornate le tariffe del canone per l’anno scorso.