Sul suo impegno civico si potrebbero scrivere tomi, della sua onestà non hanno mai dubitato nemmeno i suoi più acerrimi avversari politici. Ma se ce ne fosse bisogno, ieri è arrivata l'ennesima lezione di rettitudine e onestà dal cittadino Antonio Bernardi. L'ex consigliere comunale col cuore a sinistra da sempre, ieri nel corso della sua passeggiata mattutina sul lungomare si è imbattuto in un portafoglio pieno di soldi.

Sì, proprio così, un portamonete con dentro un sacco di banconote. Lo ha raccolto, ha preso la carta di identità e si è messo, per ben tre ore, a cercare il proprietario. Poi, non riuscendoci, si è recato al commissariato di polizia. Dove si scoprirà che la somma era davvero ingente. Duemilaseicento euro. «Non li ho contati» ci dice l'ex amministratore comunale, una vita divisa tra le corsie d'ospedale, dove ha lavorato come infermiere, nelle aule di Consiglio comunale e le stanze dei bottoni. «Ho trascorso tre ore a cercare il proprietario, quello indicato dalla carta d'identità. Poi, non trovandolo, sono andato a fare la denuncia in polizia. Non avrei saputo cos'altro fare».

La cosa giusta, ecco cosa ha fatto Bernardi, senza nemmeno curiosare troppo. I poliziotti hanno contato la somma: 2.600 euro in contanti. Fortuna, che lo sfortunato proprietario ha trovato il cittadino Bernardi. «Io alla mia onestà ci tengo» commenta a soli pochi minuti dopo la consegna del portamonete. «Io non volevo tenerlo addosso, non avrei dormito se non avessi risolto il problema».

E invece, Antonio Bernardi, oggi impegnato nella difesa dell'ospedale Fiorini, dormirà, come sempre, sonni tranquilli. E della sua lezione faremo tesoro.D.R.