Alcuni pezzi dell'economia pontina erano già esposti ad una crisi importante prima del Covid, altri andavano meglio ma adesso debbono anch'essi in qualche modo rialzarsi. E' una radiografia piena di chiaroscuri quella contenuta in un lungo documento redatto ieri dai segretari di Cgil, Cisl e Uil ed è caratterizzata da proposte strutturali, dunque a costo zero ma che potrebbero rivelarsi vitali per una svolta reale del sistema-Latina.

«La crisi ingenerata dal Covid - si legge nel dossier - può consentirci di scrivere un modello di sviluppo nuovo, incardinato sulla necessità impellente di migliorare e rendere più forte il nostro sistema di welfare e rendere davvero universali i diritti esigibili per i cittadini, i lavoratori e i pensionati italiani e che sia attento alla condizione femminile e a quella dei giovani. E' determinante agire sulle cause di questa crisi e non solo sulle conseguenze. Abbiamo sotto gli occhi interi settori in difficoltà, come ad esempio il turismo e tutti gli indotti connessi, il sistema portuale, il settore alberghiero e della ristorazione solo per citarne alcuni. Ma questa crisi ha anche aggravato nodi strutturali come accaduto nell'edilizia e nell'artigianato. Ci sono poi i settori apparentemente solidi quali il chimico/farmaceutico o la produzione agroalimentare che hanno vaste possibilità di sviluppo, basti pensare alla necessità di superare la mera produzione per affrontare decisamente anche l'aspetto della ricerca».

Il dossier contiene un elenco robusto di proposte che parte dal miglioramento della rete di protezione sociale, avendo la crisi dimostrato che a restare indietro sono stati coloro che avevano una posizione di fragilità antecedente il Covid, ossia lavoratori irregolari e in nero, aziende in difficoltà con il credito e con la penetrazione nel mercato interno ed estere a causa della scarsa assistenza e delle lacune nella logistica.