Senza il completamento di via Massaro la viabilità del mare e le prospettive turistiche della marina di Latina restano sempre allo stato di incompiute. Ne sono convinti gli operatori di Cresci Latina che recentemente hanno scritto al sindaco chiedendo che, dopo l'approvazione della delibera del completamento di via Massaro in consiglio comunale, si proceda celermente con gli espropri.

Si tratta di un progetto da 8,3 milioni di euro destinatario di fondi pubblici rientranti nel Programma per la sicurezza delle periferie nell'ambito del programma «Latina anche città di mare» e ne costituisce il capitolo più ingente. Due anni fa fu oggetto della querelle tra il direttore generale ed un suo dirigente, poi la delibera fu finalmente sbloccata all'inizio del 2020 fino ad arrivare all'approvazione del progetto definitivo in variante al Piano regolatore generale e dunque sottoposta all'approvazione del consiglio trattandosi di opera pubblica o di pubblica utilità in variante agli strumenti urbanistici generali comunali.

A che punto è, ora, l'iter del progetto che si trascina da anni con il pressing delle opposizioni e l'attesa di tanti operatori balneari e imprenditori? A spiegarlo è l'assessore al decoro e ai lavori pubblici Emilio Ranieri: «Dopo la pubblicazione delle osservazioni del progetto è stato spedito tutto alla Regione per avviare la conferenza dei servizi propedeutica all'approvazione del progetto esecutivo, poi si provvederà con gli espropri. Quello che ci preoccupa è la valutazione impatto ambientale che con le nuove norme diventa un passaggio possibile che rischia di allungare i tempi».

L'opera infatti, per la cui realizzazione sono previsti 905.000 euro soltanto per gli espropri, dovrebbe essere sottoposta a Valutazione di impatto ambientale ed è stata stralciata dal Piano campeggi al fine di evitare sovrapposizioni incoerenti. Dopo che altri pareri come quello sugli usi civici sono stati ottenuti, la valutazione di impatto ambientale potrebbe rappresentare invece uno scoglio e richiedere tempi lunghi che contempleranno una proroga da chiedere alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

«Il cronoprogramma dei progetti delle periferie va avanti senza particolari intoppi, ma su questo progetto sapevamo che la gestazione sarebbe stata complessa e lunga – spiega Ranieri – era un'opera destinata a non finire entro la consiliatura, ma una buona amministrazione fa anche questo: mette in moto opere e progettualità di ampio respiro, anche oltre i limiti naturali del proprio mandato».