Di voci, anche esagerate, ne girano da settimane. Il parco Oasi (e il nome dice tutto) rischia di perdere la sua fattoria. Ormai sono due asini, un pony e un cavallo, oltre ai tanti volatili, e insieme ad altri esemplari per anni hanno costruito l'identità di questa area verde nata in pieno centro a Terracina, meta di moltissime feste, di didattica, pet therapy, e dallo scenario mozzafiato, ai piedi di quel che resta dei gloriosi aranceti che un tempo caratterizzavano il declivio del centro storico e proprio accanto a un importante tracciato dell'Appia antica.

I problemi dell'associazione che di fatto lo ha creato, sono legati alla carenza ormai cronica di volontari. Pochi e comprensibilmente stanchi, dopo dieci anni di attività. Pulire le stalle, tagliare l'erba, tenere in ordine, garantire l'accoglienza, dar da mangiare agli animali, sono tutte incombenze non da poco e se non c'è un ricambio, va da sé che l'esperienza è destinata a concludersi.

Latina Oggi ne parla col presidente, il signor Rocco Cristoforo. «È soprattutto una questione di personale» ci spiega. «Quelli che da sempre si occupano degli animali, avvertono la stanchezza. Non abbiamo ancora deciso niente, ovviamente, ma che ci sia un problema è innegabile. In alcuni giorni sono qui completamente da solo. Ovviamente, non ce la posso fare».

Suona quasi come un appello alla cittadinanza, quello del signor Rocco Cristoforo. Senza uno scatto d'orgoglio, gli animali andranno via, il messaggio a tutti noi, quelli che per tanti anni hanno potuto fare un'esperienza diversa di parco. Non solo aria aperta e giochi, anche per disabili, ma il contatto diretto con gli animali. L'asina e l'asinello, la cavalla, il pony, le pecore, il pappagallo, il pavone. Rinomate la festa della Befana, quella dei Vigili del fuoco, le rappresentazioni teatrali, ma soprattutto la possibilità di trascorre tempo all'aria aperta in una fattoria didattica.

Si potrebbe pensare a tante soluzioni per evitare che gli animali vengano trasferiti altrove per assenza di personale, ma la verità è una sola. Sono i cittadini che devono mettersi in prima linea e rivendicare la volontà di conservare questo privilegio. Disposti, se necessario, anche a pulire le stalle quando serve. Scuole, famiglie e associazioni possono essere protagoniste (guarda la pagina facebook e le foto del parco Oasi) Se poi dovesse arrivare qualche incentivo economico, sotto forma di contributo pubblico o di colletta privata, ben venga. Mamma asina, l'asinello, il pony e la cavalla e tutti i volatili della fattoria, sapranno ringraziare a modo loro. Altrimenti, il parco Oasi resterà un parco come gli altri. Bello, verde, con vista sul centro storico, vicino all'Appia antica, ma senza quel segno di distinzione, la buona vecchia idea di uno spazio urbano vitale, di ritorno ai bisogni essenziali: aria, natura e riposo. Irrinunciabile.