Sanità
30.11.2020 - 20:00
Medici e infermieri costretti a lavorare in situazioni davvero difficili a causa dell'emergenza Covid. Per questo il presidente della commissione Sanità del Lazio, Giuseppe Simeone, invita la Regione a prendere provvedimento potenziando l'organico sanitario dell'intera regione.
"La fotografia sulla condizione dei medici e infermieri italiani scattata dal report della Fondazione studi consulenti del lavoro evidenzia in modo perentorio le fragilità del Sistema sanitario alle prese con l'emergenza sanitaria da Covid-19.
La carenza di infermieri e medici negli ospedali italiani è strutturale, certamente frutto di anni di tagli alla sanità. Erano troppo pochi già prima della crisi sanitaria, ma sia nella prima sia nella seconda ondata dell'epidemia non si è posto rimedio al problema. Una penuria di personale che fino a oggi era stata coperta con il precariato, straordinari, turni massacranti, spostamenti ‘tappabuchi' da un reparto e da un ospedale all'altro. Adesso con l'emergenza Covid la situazione è diventata quasi ingovernabile.
Sottolineo la necessità e l'urgenza di venire incontro alle esigenze degli operatori sanitari, dai medici agli infermieri, passando per il personale ausiliario, migliorando da subito le loro condizioni di lavoro. A loro tutti va il mio ringraziamento e la mia ammirazione per i sacrifici che stanno compiendo per il bene del nostro Paese e della nostra sanità. Da tempo denuncio come in diverse realtà ospedaliere del Lazio, soprattutto per via della carenza di organico, vi siano medici e infermieri costretti ad eseguire turni massacranti, rinunciare anche ai legittimi riposi, ad effettuare le guardie, agli interventi, a provvedere alle emergenze e all'assistenza dei pazienti ricoverati. Tutto questo ritengo sia insostenibile, inaccettabile e per molti versi vergognoso. Quanto al diritto alle ferie va difeso e possibilmente incrementato.
E' fondamentale quindi che gli organici vengano potenziati, anche per ridurre il rischio di violenze verso gli operatori, più che mai presente soprattutto nei reparti dell'emergenza. Serve un urgente cambio di strategia a livello governativo e regionale. E' prioritario tutelare gli operatori sanitari, oltre che gli utenti stessi".
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