Ripresa autunnale. Mai frase fu più calzante se calata nel pasticciaccio che si profila per la Roma-Latina. Già, perché dopo la pronuncia estiva del Consiglio di Stato in seguito al ricorso del Consorzio Sis, sarà il Tribunale amministrativo a dover decidere nel merito circa la legittimità e validità della delibera di revoca del vecchio progetto e relativo affidamento da parte della società Autostrade per il Lazio. Ma intanto val la pena capire cosa sta accadendo a latere di quella che si profila come una battaglia giudiziaria tra Sis e Autostrade per il Lazio. In ballo ci sono un po' di numeri e molti posti di lavoro. Sotto il profilo finanziario la scelta di Autostrade per il Lazio comporta un risparmio rilevante sulla base prevista dal vecchio progetto, pari a ben 2,7 miliardi di euro di cui solo un terzo realmente già stanziati. Dall'altro attorno al progetto revocato ruotavano quasi seimila posti di lavoro, tra quelli strettamente legati all'appalto e l'indotto. Numeri che hanno fatto ritenere la realizzazione dell'autostrada Roma-Latina la principale chance di ripresa di un intero settore, quello dell'edilizia e relative manutenzioni.

Che però il tracciato fosse «maledetto» e avesse nel suo dna, nel suo passato e forse anche nel suo futuro, qualcosa che non andava bene lo si doveva capire dalla brutta sorte avuta già dal precedente progetto. Nato male, gestito peggio, pagato molto e, alla fine, cristallizzato dentro una terribile sentenza della Corte dei Conti che ha stabilito un dispendio di soldi vicino ai 18 milioni di euro, senza che la strada fosse stata realizzata. Tanto che, appunto, è stato fatto un altro progetto, divenuto a sua volta obsoleto, secondo la valutazione della società che lo deve portare a termine e gestire. Adesso però ciò che rischia per davvero di bloccare la costruzione di una nuova Pontina è proprio la battaglia dei ricorsi, il primo, come si sa, riguarda la valutazione della revoca del progetto. Altri si annunciano come inevitabili ad ogni provvedimento sostitutivo del piano precedente. Inoltre l'associazione dei costruttori Ance ha annunciato persino una possibile class action al fine di vedersi riconosciuti i danni subito dalla revoca nonché dal mancato rispetto del giudizio di ottemperanza, poiché il Consiglio di Stato aveva ordinato di sanare il vizio contenuto nell'appalto e andare avanti con quella procedura già avviata.

Molte cose e altrettante iniziative legate alla Roma-Latina sono saltate, non soltanto la progettazione iniziale. Si è persa, per esempio, memoria del comitato civico costituito da tutte le forze sociali che avrebbe dovuto «vigilare» sull'attuazione del progetto. E si sono persi gli appelli dei sindacati dei lavoratori edili, autori di diversi presidi a Borgo Piave, luogo simbolo di una nuova viabilità attorno a Latina e nel Lazio nonché uno dei nodi peggiori del traffico attuale da Latina alla capitale.