L'evento
14.05.2022 - 20:00
Immagini di guerra, uccisioni di civili, città distrutte: non si vede una fine della guerra in Ucraina, e noi tutti cittadini del mondo rischiamo di assuefarci all'orrore, che vediamo trasmesso in tv o sui canali web e social. Non si può cedere a questo, l'attenzione deve e può rimanere vigile, lucida e critica. Per Latina 2032, il movimento Latina Bene Comune e l'associazione Famiglia Migrante promuovono una serata di beneficenza a sostegno del popolo ucraino, dove si rifletterà sul conflitto e le conseguenze per l'Europa e l'Italia: sarà l'occasione per ascoltare testimonianze dal vivo di ucraini, accolti nelle nostre case e nelle nostre scuole, per ritrovarsi dopo un lungo periodo di isolamento, e per ricordare che, da sempre, Latina è città di accoglienza e non si tirerà indietro in questo servizio.
La crisi in Ucraina ha già costretto oltre 4,9 milioni di persone a lasciare il Paese e oltre 7,1 milioni sono sfollate internamente. Quasi ogni secondo un bambino o una bambina ucraino diventa rifugiato. Coloro che sono fuggiti lo hanno fatto con pochissimi beni con sé e con la grande difficoltà a trovare un nuovo lavoro nei luoghi di arrivo. La stragrande maggioranza delle famiglie ha cercato rifugio presso amici o parenti, altre hanno dovuto trovare sistemazioni temporanee come nei rifugi di accoglienza. In molti sono ora in Italia, gruppi folti anche a Latina: questi ultimi sono stati accolti in città, grazie alla collaborazione del Comune di Latina e al lavoro dell'associazione Famiglia Migrante.
Riportiamo le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi che interpretano bene le decisioni da prendere per spingere l'Europa a promuovere iniziative a sostegno del processo di pace: "Dobbiamo continuare a sostenere l'Ucraina e andare avanti con il sesto pacchetto di sanzioni nei confronti della Russia; fare ogni sforzo per aiutare a raggiungere quanto prima un cessate il fuoco per dare nuovo slancio ai negoziati di pace e il nostro impegno e la nostra unità sono essenziali". Allo stesso, non si devono dimenticare i tanti conflitti attivi nel mondo, come in Siria, Libia, Afganistan, Myanmar, Nigeria, Palestina e in tanti altri posti, per i quali la politica estera può ancora impegnarsi, ma certamente quello che sta avvenendo in Europa ci tocca in prima persona e potrebbe avere sviluppi imprevedibili.
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