Il caso
26.05.2022 - 13:00
Sta lavorando come medico associato autorizzato dalla Asl RmH insieme ad un medico di medicina generale, o medico di famiglia, facendo visite e ricette per gli utenti residenti in provincia di Roma. In una situazione normale la cosa non avrebbe alcun eco per l'informazione, ma parlando di Angelo Casciano, il dottore di Aprilia finito sotto ai riflettori perché non essendosi sottoposto al vaccino anti Covid venne prima sospeso dall'ordine dei Medici, poi anche dalla Asl, quindi a seguito di alcuni certificati che ne attestano l'incompatibilità col vaccino, l'Ordine lo ha reintegrato, ma la Asl di Latina no.
Eppure sulla piattaforma della Regione lui è ancora ritenuto un medico di famiglia. In molti lo hanno richiesto e scelto. Circa trecento nuovi assistiti negli ultimi mesi, a cui però non può fare ricette. «Non riesco ad accettare che a pagare, oltre a me, siano anche i miei assistiti. Mi chiedono ogni giorno - ci dice - quando la situazione tornerà alla normalità. Sono commosso da tanta fiducia, tanto affetto. Ci sono assistiti che hanno davvero difficoltà economiche ma che hanno scelto di restare con me e pagare di tasca propria le medicine che avrebbero gratis se andassero da un altro medico. Posso comprendere che la Asl dovesse prendere dei provvedimenti, ma mi chiedo se sia giusto applicare a un medico di medicina generale il regolamento per i dipendenti dell'azienda. Ma soprattutto mi chiedo perché ad una richiesta ufficiale di riavere il ricettario non sia arrivata risposta. Non mi danno il ricettario, ma non me lo negano nemmeno in forma scritta...».
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