Il caso
28.02.2023 - 13:30
Ha superato la soglia dei 75 anni e per questo non gli è più consentito l'ausilio di un cane per ciechi. Quell'amico a quattro zampe addestrato in centri specializzati che, per un non vedente, vuol dire poter uscire da casa in autonomia anche solo per una passeggiata. E adesso Gino Rigoni, 81 anni e noto a Terracina proprio perché non ha mai rinunciato a camminare sul lungomare Circe con uno dei diversi cani guida su cui ha potuto contare dal giorno in cui perse la vista per un incidente domestico, per raggiunti limiti di età non ha più diritto a tenere con sé uno di questi splendidi animali nonostante ci sia un vuoto normativo sulla questione. Già, perché se è vero che la legge italiana disciplina l'ingresso dei non vedenti accompagnati da cani giuda nelle attività e sui mezzi pubblici, è altrettanto vero che non esiste una norma specifica sul limite d'età che deve avere il padrone per "adottare" l'animale. «E' come se mi avessero tolto la patente - dice Rigoni con commozione -. Mi sento come una macchina senza benzina. Mi vorrebbero costretto dentro casa ma io continui ad uscire col bastone per l'orientamento anche se so di poter correre dei pericoli».
Il suo caso è esploso anche sui social grazie a un video girato da un cittadino che, incuriosito dall'assenza di un cane guida, lo ha avvicinato chiedendogli i motivi della sua solitudine. Un video che ha ottenuto migliaia di visualizzazioni e i commenti più disparati, soprattutto di indignazione. C'è anche chi ha proposto di inviare il filmato a "Striscia la notizia" o a "Le Iene". «Purtroppo non è possibile addestrare privatamente un cane guida», ha scritto sui social uno dei quattro figli di Gino, aggiungendo che «chi vuole dare una mano a mio padre può farlo accompagnandolo durante le sue passeggiate. Ad essere veramente importante è la manutenzione dei marciapiedi e la potatura delle siepi delle ville con giardino, perché per lui rappresentano un ostacolo».
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