01.04.2023 - 19:30
Le comunità energetiche rinnovabili (Cer) sono uno straordinario strumento di democratizzazione dell'energia: svilupparle significa disseminare la produzione energetica nel nostro Paese, ridurre la dipendenza di Paesi terzi, ridimensionare significativamente l'uso delle fonti fossili e, quindi, in ultima analisi, con le Cer si attua la transizione energetica, dal basso e capillarmente.
Le principali ragioni per prendere parte a una Comunità energetica sono il risparmio e la garanzia di indipendenza e sicurezza energetica sul territorio. Non mancano le aspettative positive in termini di impatti sulla società e sull'ambiente, quali l'adozione di un modello più sostenibile, la lotta alla povertà energetica, il rafforzamento dei legami di comunità.
Entro il 2050, quasi la metà della popolazione europea potrebbe produrre energia, il 37% da comunità energetiche, con risvolti positivi sulla formazione, la consapevolezza ambientale, la riduzione delle emissioni, la partecipazione dei cittadini, la coesione sociale.
È necessario procedere quindi con lo sviluppo ed il potenziamento di nuovi modelli energetici e anche sociali per restituire la capacità di produzione e di consumo di energia ai cittadini che è stata persa attraverso i processi di centralizzazione.
Secondo l'Agenzia internazionale per l'energia, si stima che 1,3-2,6 miliardi di persone sul pianeta soffrano di povertà energetica, con molteplici effetti negativi sia sul settore socioeconomico che sull'ambiente. L'attuale situazione nell'Unione europea sui livelli di povertà energetica, sulla base dei dati più recenti per gli indicatori chiave di misurazione dell'Osservatorio della povertà energetica dell'UE, indicano che il numero stimato di cittadini poveri di energia varia tra 50 e 125 milioni di persone, mentre l'assenza di politiche mirate dell'UE in materia di lotta alla povertà energetica ha incrementato gli impatti del problema.
Da questo punto di vista le comunità consentono, a soggetti in stato di povertà energetica che non potrebbero mai investire nella realizzazione di impianti a fonte rinnovabile di condividere, invece, i benefici della installazione di un impianto a fonte rinnovabile e di ottenere così importi che contribuiscono alla riduzione dei loro costi energetici.
Lo studio "Energy communities: an overview of energy and social innovation" riporta che coinvolgere i cittadini attraverso azioni energetiche collettive può rafforzare norme sociali positive e sostenere la transizione energetica. L'energia comunitaria, dunque, può favorire la partecipazione e il controllo dei cittadini sul processo decisionale in materia di energie rinnovabili. Il suo potenziale di innovazione sociale risiede anche nella capacità di integrare i consumatori indipendentemente dal loro reddito e dall'accesso al capitale, garantendo che i benefici del decentramento siano condivisi anche con coloro che non possono parteciparvi. Le comunità energetiche possono dunque rafforzare norme sociali forti e sostenere la partecipazione dei cittadini al sistema energetico.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione