Il commento
10.09.2023 - 13:50
Mentre in Comune a Latina preparano il dossier della città ideale da presentare al Ministero per la candidatura di Latina a capitale della cultura 2026 c'è una città reale che parla per immagini. Strade invase dall'immondizia, quelle più nascoste alla vista straripanti di sacchetti, buste di rifiuti sparpagliati, oggetti casalinghi abbandonati e diventati un arredo surreale da marciapiede, quelle più visibili meno disastrate, ma ugualmente indecorose tra cassoni strapieni e odori nauseabondi.
Degrado, un male incurabile
Una volta la chiamavano qualità urbana, oggi si parla di decoro, con l'ex sindaco Coletta si era teorizzato il concetto di bellezza, che ha dato il nome anche ad un assessorato. Tanti modi per definire un ideale che non alberga in questa città. Noi preferiamo definirla semplice vivibilità. Una città è vivibile quando è fatta di luoghi decorosi e agibili dove pulizia, ordine, decoro sono la regola e non l'eccezione. Latina non è una città vivibile da molto tempo: marciapiedi dissestati o crepati e mai sistemati, aiuole incolte, potature non effettuate, strade sporche, arredi disastrati, la maggior parte dei parchi cittadini con giostre vandalizzate da tempo e non più sostituite, un litorale in stato di abbandono. E le parti di città più trascurate sono proprio quelle principali attorno al nucleo di fondazione che qualche turista potrebbe azzardarsi a percorrere per farsi un'idea di Latina. In tutta la zona ad alta densità di frequentazione è evidente quanto poco si abbia a cuore l'aspetto della città. Sapevamo quanto fosse difficile, perché conosciamo da dove veniamo, lavorare sui grandi temi, programmare una stagione per il teatro, rimettere a nuovo i musei, risolvere gli affidamenti per gli impianti sportivi, mettere mano ai buchi neri del centro come Palazzo Key o l'ex mercato Coperto, trovare insomma nuovi scenari per cambiare l'immagine del cuore della città. Ma quello che non riusciamo a comprendere è perché non si riesca ancora dopo tanto tempo a sopperire all'assenza di manutenzione e alla mancanza di decoro urbano per evitare che Latina mostri quello che fino ad oggi è stato il suo stato costante, una dequalificazione radicata e progressiva. Prima della città ideale da candidare a capitale della cultura 2026 vorremmo vivere in una città reale. E non nella capitale dell'immondizia e del degrado.
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