L'intervento
15.02.2024 - 20:00
Nella commissione Finanze l'amministrazione comunale ha illustrato la strategia che intende seguire sul caso del parco di via dei Mille, una vicenda complicata per il Comune di Aprilia dopo la sentenza della Corte di Cassazione che ha confermato la condanna al pagamento di oltre 20 milioni di euro per l'esproprio dell'area risalente al 1979. Durante la seduta il sindaco Lanfranco Principi ha spiegato che la Giunta, oltre ad aver avviato una trattativa con la società per trovare un accordo che permetta di evitare il dissesto finanziario, intende rivalersi sull'avvocato esterno che ha difeso l'Ente di piazza Roma nel procedimento e perciò ha avviato nei suoi confronti la messa in mora. La decisione della maggioranza scaturisce in particolare dal ricorso del Comune giudicato improcedibile dalla Suprema Corte per l'impossibilità di valutare la tempestività del ricorso in assenza della prova di notifica all'interno del fascicolo depositato. La volontà di rivalersi sul legale esterno è stata condivisa anche dal consigliere comunale d'opposizione Antonio Terra, che nel suo intervento ha rilanciato chiedendo al primo cittadino addirittura di valutare di promuovere una causa contro lo Stato, per evitare di pagare gli interessi di mora maturati in 40 anni che ammontano a 11 milioni rispetto ai 9 milioni 278 mila euro del valore dell'area. «Credo che si possa ipotizzare di fare causa allo Stato, la mia proposta - afferma Antonio Terra - può sembrare una provocazione ma non lo è perché in questi giorni mi sono consultato con degli avvocati che mi hanno detto che in alcuni casi un ricorso simile è stato promosso. D'altronde non comprendo perché un Comune dovrebbe pagare interessi su un arco temporale di più di 30 anni, quando invece una causa simile dovrebbe terminare in 6 anni. Se la giustizia non funziona e ci mette quasi 40 anni ad esprimersi sull'esproprio la colpa non può ricadere sui cittadini di Aprilia».
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