L'intervento
23.02.2026 - 19:00
Mettiamoci in Gioco Lazio denuncia la proposta di legge n. 247 (21 gennaio 2026): meno controllo, meno prevenzione, più fragilità sociali
Roma, 23 febbraio 2026 – Denunciamo la decisione della Regione Lazio di abolire l’Osservatorio Regionale sull’Azzardo (art. 6, legge regionale n. 5 del 2013) attraverso la proposta di legge n. 247, presentata il 21 gennaio 2026.
Non si tratta di un atto tecnico, ma di una scelta politica che indebolisce ulteriormente il contrasto a un fenomeno in costante espansione. L’azzardo produce assuefazione e gravi conseguenze sociali e sanitarie che colpiscono giovani, adulti e anziani, ben oltre i casi di dipendenza conclamata.
In questo quadro, mentre restano rilevanti gli introiti pubblici derivanti dal sistema delle concessioni, si affievoliscono strumenti di controllo, prevenzione e vigilanza sul rispetto della legalità e delle distanze di sicurezza.
L’Osservatorio, pur previsto dalla legge, non è mai stato messo nelle condizioni di operare pienamente. Avrebbe potuto garantire analisi del fenomeno, monitoraggio delle ricadute economiche e sociali, informazione diffusa e coinvolgimento della società civile, comprese le realtà impegnate nel contrasto alle infiltrazioni criminali. Con la sua abolizione, non solo non si attua alcun intervento strutturato di monitoraggio e prevenzione, ma si pone definitivamente fine a quella prospettiva.
La scelta di assorbire tali competenze nell’Osservatorio regionale sulle dipendenze, istituito dalla legge regionale n. 5 del 2025, renderà l’azzardo inevitabilmente marginale. Le risorse già destinate al settore confluiranno in un contenitore più ampio e saranno assorbite soprattutto dall’emergenza legata agli stupefacenti; all’azzardo resteranno interventi residuali: sporadiche iniziative informative nelle scuole e poco altro.
Per queste ragioni, la Campagna Mettiamoci in Gioco Lazio si opporrà con determinazione all’approvazione della proposta di legge in tutte le sedi istituzionali competenti, chiedendo che vengano rafforzati – e non smantellati – gli strumenti di monitoraggio, prevenzione e tutela delle comunità.
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