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La polemica

Zona 30 su viale Le Corbusier, scontro politico in Commissione

Il M5S attacca la proposta sull’asse Mare-Monti, Di Cocco replica: «Scelta tecnica per salvare i fondi europei»

Zona 30 su viale Le Corbusier, scontro politico in Commissione

Il progetto di istituire una Zona 30 su viale Le Corbusier accende il confronto politico in Consiglio comunale e divide maggioranza e opposizione. A sollevare la polemica è stata la consigliera del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Ciolfi, che in un lungo intervento pubblico ha criticato duramente l’orientamento emerso in Commissione, definendolo l’ennesimo segnale di una gestione improvvisata della mobilità cittadina.

Nel mirino del M5S c’è l’ipotesi di ridurre il limite di velocità su una delle arterie più trafficate di Latina, asse strategico di collegamento tra i quartieri Q4 e Q5 e il centro urbano, parte integrante della direttrice Mare-Monti. Secondo Ciolfi, trasformare viale Le Corbusier in Zona 30 sarebbe irrealistico e potenzialmente pericoloso, soprattutto alla luce dei volumi di traffico e dei gravi incidenti che in passato si sono verificati lungo la strada.

La consigliera contesta inoltre la rimodulazione del progetto della pista ciclabile, finanziato dalla precedente amministrazione, che dovrebbe convivere con il traffico veicolare in corsia promiscua, separata solo da segnaletica orizzontale. Una scelta che, a suo avviso, deriverebbe dall’ipotesi del futuro BRT (Bus Rapid Transit), opera che però non ha ancora ottenuto il finanziamento ministeriale. «Si modifica un progetto già finanziato – accusa Ciolfi – sulla base di un’infrastruttura che oggi non esiste».

Non manca, nel suo intervento, un riferimento più ampio alle politiche urbane dell’amministrazione, citando episodi come la gestione dell’isola pedonale in piazza del Popolo, le iniziative sul lungomare e le recenti polemiche sul Carnevale, per arrivare a una critica complessiva sul metodo di governo della città.

A stretto giro è arrivata la replica dell’assessore alla Mobilità Gianluca Di Cocco, che respinge al mittente le accuse di improvvisazione. Secondo l’assessore, la proposta di Zona 30 nasce dalla necessità di correggere errori progettuali risalenti al 2021, emersi solo dopo le verifiche tecniche avviate dall’attuale amministrazione sul progetto delle piste ciclabili L3 e L4 finanziato con fondi Fesr.

Di Cocco spiega che alcuni tratti del tracciato insistono su particelle private mai acquisite al patrimonio comunale, una criticità che avrebbe potuto causare contenziosi e, soprattutto, la perdita dei finanziamenti europei. «L’istituzione della Zona 30 – sottolinea – è una soluzione tecnica legittima per salvaguardare il progetto e consentire l’accesso alla seconda fase del programma Fesr, che vale circa 20 milioni di euro per la città».

L’assessore accusa infine la consigliera Ciolfi di trasformare una scelta tecnica obbligata in uno scontro politico permanente, ribadendo che l’obiettivo dell’amministrazione resta la tutela dell’interesse pubblico e delle risorse strategiche per lo sviluppo di Latina.

Il dibattito resta aperto e promette nuovi sviluppi, con una questione – quella della mobilità su viale Le Corbusier – destinata a rimanere centrale nel confronto politico cittadino.

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