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Il caso

Palazzetto, "Il Comune non è obbligato a prenderlo in carico"

Il pronunciamento del Consiglio di Stato ricalca quello del Tar, Avs ora chiede un incontro con le commissarie: "Questa vicenda è un fallimento per la città"

Il Comune mette sul mercato parte dell'autoparco, Avs dice no: «Non si svende il patrimonio pubblico»

«Un fallimento. Una vicenda che si trascina da anni tra ricorsi, carte bollate e rimpalli di responsabilità. Nel frattempo le società sportive sono costrette a fare i salti mortali per trovare spazi, le famiglie pagano costi più alti, i giovani vengono privati di un luogo di aggregazione fondamentale».

La nota di Avs Aprilia è una dura analisi della vicenda del Palazzetto dello sport realizzato dalla Sogeim in città. E l’intervento arriva a pochi giorni dal rigetto della richiesta della società di una riforma dell’ordinanza del Tar che già negava la misura cautelare a sostegno della richiesta di riconoscere l’obbligo del comune di Aprilia a prendere in carico la struttura. Il Comune non procede in forza di alcuni documenti e requisiti che il Palazzetto non avrebbe, primo tra tutti il collaudo anti incendio.
Un altro no quindi dalla Giustizia amministrativa che spinge Avs a ricordare che il Palazzetto dello Sport realizzato nell’ambito del Piano di Lottizzazione Convenzionato tra via Carroceto – via Guardapasso e Fosso della Ficoccia, iniziò nel 1997. Tralasciando gli elementi edilizi ed urbanistici, Avs ricorda che si tratta di una serie di «opere annunciate, realizzate, ma mai rese realmente fruibili ai cittadini» e che si tratta di un impegno, un obbligo della società, «non di un generoso regalo» in forza della convenzione stipulata. «Un impegno preciso assunto nei confronti della città. E allora la domanda è semplice: chi si assume la responsabilità politica di questo fallimento? Aprilia perde opportunità economiche, sociali e culturali». La nota che ricorda anche gli obblighi delle istituzioni, serve anche a sottolineare che «Se un privato realizza un’opera da cedere al pubblico, quella deve essere consegnata, collaudata e resa operativa nei tempi previsti. Senza ambiguità, senza interpretazioni di comodo. Il Comune deve agire con fermezza e trasparenza. Se esistono inadempienze, vanno contestate formalmente... Basta gestione emergenziale: serve una visione politica Aprilia non può continuare a vivere di opere incompiute».
L’invito del gruppo che comprende i Verdi e la Sinistra, è quello di mettere in piedi «un piano organico per lo sport e l’aggregazione giovanile, con un regolamento di gestione trasparente; priorità alle associazioni locali; tariffe calmierate; apertura anche a eventi culturali e sociali» e per questo AVS Aprilia chiede di incontrare la Commissione Straordinaria, per condividere informazioni e valutare ipotesi di lavoro.
Si rischia che una struttura nuova rimanga a lungo inutilizzata e quindi preda di abbandono e degrado. «Il Palazzetto non è più solo un edificio. È un simbolo. È il simbolo di una città che o decide di rialzarsi e pretendere il rispetto degli impegni presi, oppure continua a subire inerzia e immobilismo».

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