Il commento
08.03.2026 - 15:00
Il calendario, a volte, sa essere più severo della politica. Segna le scadenze senza indulgenza e ricorda a tutti che il tempo non si può fermare. Nel caso della provincia di Latina, quel calendario indica una data precisa: 2032. Un anno che non è soltanto un numero, ma un passaggio simbolico e concreto insieme.
Nel 2032, se i cronoprogrammi saranno rispettati, dovrebbero concludersi i lavori della Bretella Cisterna–Valmontone, l’infrastruttura attesa da oltre venticinque anni che collegherà la Pontina all’autostrada A1. Un’opera destinata a cambiare la geografia dei collegamenti tra l’Agro Pontino, Roma e il resto del Paese. Un corridoio logistico che potrebbe finalmente ridurre l’isolamento infrastrutturale di cui soffre la provincia. Sempre nel 2032 Latina compirà cento anni. Un secolo di storia per una città giovane, nata dalla bonifica e cresciuta tra agricoltura, industria e servizi. Un traguardo che, per qualunque comunità, rappresenta un momento di identità, riflessione e rilancio. Ecco perché quella data dovrebbe già essere oggi al centro della visione politica e amministrativa del territorio. Il 2032 non è lontano. Sono poco più di sei anni.
Questa settimana, almeno su uno dei due fronti, qualcosa si è mosso. La presentazione dei cantieri per la Cisterna–Valmontone ha segnato un passaggio importante: dopo decenni di annunci, studi e rinvii, l’opera entra nella fase operativa. Ma mentre sulla bretella si intravede una traiettoria chiara, sul Centenario di Latina il quadro è ancora confuso. È vero: qualcosa è stato fatto. È stata istituita la Fondazione “Latina 2032”, l’ente che dovrebbe coordinare e programmare le iniziative per il centenario della città. La fondazione è nata proprio con l’obiettivo di accompagnare Latina verso questo traguardo storico, promuovendo progetti culturali, turistici e di valorizzazione del territorio. Negli ultimi mesi sono stati compiuti alcuni passaggi formali. Ma oltre questi atti istituzionali, manca ancora quasi tutto il resto. Non c’è una struttura operativa definita, non c’è una sede riconoscibile, non c’è una macchina organizzativa capace di lavorare a tempo pieno su un progetto che dovrebbe coinvolgere l’intero territorio. Soprattutto manca una cosa: una visione condivisa.
Il centenario non può ridursi a una serie di eventi celebrativi messi insieme all’ultimo momento. Deve diventare un progetto culturale, urbanistico e identitario. Un racconto di ciò che Latina è stata e soprattutto di ciò che vuole diventare. Il tempo però non è infinito. Il 2032 non è lontano. Sono poco più di sei anni. Le grandi celebrazioni internazionali, i grandi anniversari delle città, si preparano con largo anticipo. Richiedono progettazione, partnership, investimenti, relazioni culturali e turistiche.
Il rischio, se si continua a rimandare, è quello di arrivare troppo tardi. E di trasformare un’occasione storica in una celebrazione improvvisata. Il 2032 potrebbe essere l’anno della svolta: una nuova infrastruttura strategica e il centenario della città simbolo dell’Agro Pontino. La strada della bretella, finalmente, è partita. Quella del Centenario, invece, deve ancora cominciare davvero.
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