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Il caso

"Lavori in ritardo al Palazzetto, un altro anno senza Latina Basket"

Affondo dell'opposizione in commissione trasparenza. Dalla seduta emergono preoccupazioni sui cantieri finanziati con fondi Pnrr

Le società sportive ora corrono dai commissari

La commissione Trasparenza, convocata e presieduta dalla consigliera Maria Grazia Ciolfi, ha fatto il punto questa mattina su due dossier rilevanti: lo stato dei lavori finanziati con fondi Pnrr alla piscina coperta e al Palazzetto e l’attuazione del contratto di concessione della piscina scoperta.

 

Sul primo fronte è stato verificato l’avvio dei lavori, dopo quanto emerso nei giorni scorsi in commissione Sport sul rischio di perdere i finanziamenti. I tecnici hanno spiegato che il cantiere potrà beneficiare della proroga della scadenza al 30 giugno e confidano in un’ulteriore estensione al 30 agosto, non ancora ufficializzata dal Ministero. Per consentire i lavori, la piscina scoperta dovrà inoltre sospendere le attività dal 10 aprile per circa un mese.

 

Più complessa la situazione che riguarda il Palazzetto e i lavori di consolidamento: il progetto è in fase di approvazione in giunta e, nella migliore delle ipotesi, i lavori potrebbero essere aggiudicati a giugno, con avvio a luglio e una durata stimata di circa 300 giorni. Restano criticità legate agli adeguamenti necessari, in particolare su spogliatoi e spazi per le squadre ospiti.

 

«Dalle parole di Sabrina Benacquista, intervenuta nel corso della seduta – sottolineano i consiglieri di opposizione – appare concreto il rischio di perdere un altro anno per l’utilizzo del Palazzetto da parte della Latina Basket. Non basta riaprire la palestra se poi mancano gli adeguamenti necessari per disputare le partite ufficiali. Sarebbe un danno grave per lo sport cittadino e per una realtà che rappresenta Latina a livello nazionale».

 

Critico anche il capitolo relativo alla piscina scoperta e alla verifica dell’attuazione del contratto di concessione. Il Dec Fernando Di Crescenzo ha presentato la relazione trimestrale, dalla quale emergono elementi preoccupanti, a partire dal rispetto degli obblighi finanziari in capo al concessionario. «Le due rate del mutuo relative al 2025 – spiegano i consiglieri di Lbc, Pd, M5S e Per Latina 2032 - risultano pagate, anche se l’ultima, con scadenza 31 agosto, è stata saldata solo a inizio febbraio e non integralmente. La rata successiva, con scadenza 28 febbraio 2026, invece non risulta ancora pagata. Lo stesso Dec ha definito la situazione “critica”».

 

«Una situazione che non può lasciarci tranquilli – continuano i consiglieri di opposizione – perché eventuali inadempienze ricadono inevitabilmente sull’ente. E il quadro rischia di complicarsi se si considera che da dicembre inizierà anche il rimborso delle utenze non pagate, per circa 800mila euro complessivi da restituire al Comune».

 

Secondo l’opposizione si tratta di una situazione difficile da comprendere anche alla luce dell’addendum al contratto di concessione, approvato proprio per andare incontro alle criticità segnalate dal gestore, con misure tra cui la dilazione del mutuo. «Nonostante le modifiche introdotte con l’addendum i problemi non solo non sono stati risolti, ma stanno emergendo con ancora maggiore evidenza. Per questo abbiamo chiesto al Dec di concentrare i controlli sulla sostenibilità economica della gestione e di verificare la trasmissione del rendiconto annuale previsto dal contratto, che deve fotografare la reale situazione finanziaria del concessionario».

 

Restano inoltre criticità sull’utilizzo degli spazi acqua. «I cosiddetti “buchi orari” nel Piano economico-finanziario - evidenziano i consiglieri - non sarebbero destinati alla manutenzione dell’impianto, come ci era stato detto, ma occupati in via prioritaria dalla squadra del concessionario e da altre società, senza applicare il criterio meritocratico previsto dal regolamento comunale».

 

Tra i punti ancora da chiarire c’è anche la realizzazione del pozzo, «un’opera che consentirebbe un risparmio significativo sui costi dell’acqua, particolarmente rilevante proprio in una fase di difficoltà economica della gestione» osserva la minoranza. «Purtroppo stiamo assistendo alla conferma puntuale di criticità che avevamo denunciato oltre un anno fa, al momento dell’approvazione dell’addendum, e che rischiano di aprire nuovi contenziosi, in una concessione che fin dall’inizio ha mostrato elementi di forte complessità».

 

Le opposizioni segnalano inoltre l’assenza della parte politica e del concessionario: ««Alla commissione era stato invitato un delegato della sindaca al bilancio e al patrimonio, deleghe attualmente in capo alla stessa sindaca dopo le dimissioni dell’assessora Nasti. Tuttavia non era presente nessun rappresentante dell’amministrazione. Assente, seppur invitata per la seconda volta e senza fornire motivazioni, anche la società concessionaria».

 

Infine, torna il problema della trasmissione dei documenti alla commissione Trasparenza: «Anche oggi sono arrivati solo dopo una sollecitazione e a ridosso dell’inizio della seduta. In questo modo diventa difficile svolgere pienamente il ruolo di controllo che spetta ai consiglieri».

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