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Il caso

Villa abusiva, la presidente del Consiglio Tebaldi si dimette

Annamaria Tebaldi rinuncia alla presidenza dell’assise e rimette la delega alle attività produttive

Villa abusiva, la presidente del Consiglio Tebaldi si dimette

Anna Maria Tebaldi

Dopo quasi tre ore e un quarto di discussione in Consiglio comunale sul bilancio del Comune di Cori, la presidente dell’assise Annamaria Tebaldi, ha preso la parola e con la voce fortemente segnata dall’emozione ha rassegnato pubblicamente le proprie dimissioni.

«Non è un intervento semplice per me, annuncio pubblicamente nella sede più consona, le mie dimissione da presidente dell’assise e la remissione della delega alle Attività produttive. Una decisione maturata con fatica tra dubbi riflessioni e momenti personali non facili. Una decisione collegata a vicende che riguardano la mia sfera familiare che non hanno a che fare con mio operato amministrativo, ma che hanno finito per riflettersi su questo ruolo, su quest’aula, su tutti noi». La vicenda a cui fa riferimento è la villa abusiva di proprietà di suo marito che ha portato ad un processo penale chiusosi con la prescrizione, ma anche con l’ordine al Comune di Cori di confiscare l’abuso, e ad uno scontro al Tar il cui collegio, nel rigettare il ricorso contro l’ordinanza di demolizione, ha censurato il comportamento del Comune e della dirigente prima di inviare gli atti in Procura per valutare eventuali ipotesi di reato.

«Seppur confidi ancora nella Giustizia - ha proseguito la presidente - credo sia giunto il momento, lo crediamo io, il sindaco e la maggioranza. Ho provato a tenere separate le due cose ad andare avanti a fare il mio dovere fino in fondo. Ma negli ultimi mesi il clima intorno a questa presidenza è diventato sempre più difficile... un livello di tensione che a tratti ha superato il confine del rispetto, di parole, ricostruzioni e insinuazioni che hanno finito per colpire non solo il ruolo, ma la persona... è un atto che devo alla mia città che merita una maggioranza serena e libera... non posso più permettere che vicende non legate al mio operato possano gettare un’ombra sull’amministrazione e sul lavoro degli uffici comunali. Non posso più accettare insinuazioni sulla lealtà, la trasparenza rettitudine dei miei colleghi di maggioranza e dei dipendenti comunali. E’ evidente che questa vicenda è stata nel tempo progressivamente spostata sul piano politico e questo ha contribuito a creare un clima sempre più teso, a tratti avvelenato... Ad un certo punto bisogna fermarsi e far una scelta e oggi la scelta è questa. Lo faccio per senso di responsabilità, per rispetto verso questa istituzione, lo faccio soprattutto per la mia città perché chi rappresenta le istituzioni deve sapere quando deve fare un passo indietro. Non per debolezza, ma per rispetto».

Quindi una censura sul Consiglio straordinario su tale vicenda - il momento più basso raggiunto - e sul comportamento della minoranza per cui aveva preparato parole ben più dure, per poi lasciare ogni valutazione su ostruzionismo e politica priva di contenuti, alla comunità. «Lascio con la serenità di aver dato tutto ciò che potevo dare e con l’umiltà di chi sa di aver commesso errori, come umano che sia. Ogni decisione presa è stata guidata da coscienza e rispetto delle regole. La superficialità la demagogia e l’interesse di parte continueranno a non appartenermi, sarò sempre per la costruzione, mai per la distruzione e l’ostruzionismo. Sono sollevata di non dovermi più interfacciare con arroganza prepotenza e linguaggio minaccioso». Quindi con la voce rotta dall’emozione, un «Grazie» a chi l’ha supportata, sostenuta.


Un abbraccio dal sindaco, la soddisfazione del capogruppo di minoranza e quindi De Lillis, anche lui fortemente emozionato, ha voluto ricordare che «la politica è sangue - sacrificio soprattutto per chi ci crede - e merda: la politica ti può portare alla gogna mediatica, alla strumentalizzazione più becera, e questo credo che sia un caso aderente a questo aforisma». Quindi l’apprezzamento per un gesto fatto per la città, non per sé stessa, e un ringraziamento per «il costante impegno e dedizione dimostrati in questi anni» e la conferma della massima stima. Tebaldi resterà in Consiglio e con la delega ai Servizi sociali.

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