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Il punto

Interventi in due fasi per Galleria e Cafaro

Carnevale: «Una priorità restituire gli spazi culturali»

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Massimiliano Carnevale

Ridare alla città i suoi spazi culturali. È questa la linea che rivendica l’amministrazione comunale, mentre prova a invertire una tendenza che negli ultimi anni ha lasciato Latina con una cronica carenza di luoghi aperti alla cultura. Biblioteca comunale solo parzialmente fruibile, musei chiusi o a mezzo servizio, il Teatro Cafaro fermo da oltre dieci anni, la Pinacoteca serrata da almeno sei.

Un quadro che il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Massimiliano Carnevale definisce senza mezzi termini «una ferita aperta» per la città, maturata nel tempo e legata anche a mancate manutenzioni e interventi mai avviati nelle precedenti amministrazioni. Ora, però, l’obiettivo è cambiare passo. La giunta ha approvato il documento di indirizzo alla progettazione per la riqualificazione del Palazzo della Cultura, finanziata con fondi FESR 2021-2027. Un intervento articolato in due fasi che punta a rimettere in sicurezza e restituire alla fruizione pubblica l’intero complesso. Il primo stralcio, da 2,5 milioni di euro, riguarda il Teatro Cafaro, chiuso da un decennio. Gli interventi prevedono lavori su infissi, coperture, scala antincendio e soprattutto l’adeguamento alle normative necessarie per ottenere il certificato di prevenzione incendi. «Da qui a una settimana faremo la consegna del cantiere per il Cafaro — spiega Carnevale — e i lavori avranno una durata di circa un anno». Un passaggio considerato prioritario, anche per restituire alla città uno spazio centrale per spettacoli e attività pubbliche. Più complesso il percorso per la Pinacoteca, che rientra invece nel secondo stralcio del finanziamento, da 1,7 milioni di euro. Qui il nodo resta quello dell’agibilità, legato agli stessi interventi strutturali: adeguamento degli accessi, uscite di sicurezza, certificazioni antincendio.

«Lunedì consegneremo all’autorità di gestione della Regione Lazio l’indicazione di tutte le opere che intendiamo realizzare nella seconda fase del FESR — prosegue Carnevale —. Le progettazioni saranno affidate entro luglio, con approvazione del progetto esecutivo prevista per novembre. Seguirà la gara per individuare la ditta e l’avvio dei lavori è stimato per marzo 2027». I tempi sono già tracciati: circa 330 giorni di cantiere, con conclusione prevista a febbraio 2028. Solo allora la Pinacoteca potrà riaprire. Nel frattempo, restano invisibili oltre 400 opere che raccontano l’arte italiana tra le due guerre e il secondo Novecento, tra pittura e scultura, tra grandi nomi e identità locale. Un patrimonio che oggi non può essere fruito dal pubblico. Il progetto complessivo riguarda anche altri spazi del Palacultura, dalla sala conferenze al Teatrino dei Mille fino al Museo della Medaglia, tutti segnati da anni di inattività o degrado.

«C’è grande soddisfazione per l’avvio dei lavori — sottolinea il vicesindaco — perché andiamo finalmente a dare una risposta concreta a una delle priorità della città: restituire alla comunità l’intero Palazzo della Cultura e dare risposte a una città privata di spazi fondamentali per offrire attività culturali e percorsi didattici anche a scuole e associazioni. Siamo consapevoli che i tempi per la Pinacoteca saranno più lunghi, ma l’obiettivo è chiaro: entro la fine della consiliatura consegnare tutte le opere programmate».

Un cronoprogramma ambizioso, che punta a chiudere un ciclo di interventi mai completati in passato. «Forse sarà la prima volta — conclude Carnevale — che tutte le opere previste vengono portate a termine entro la stessa consiliatura». Resta ora la sfida più delicata: trasformare cantieri e finanziamenti in spazi realmente vissuti. Perché a Latina, oggi, il problema non è solo riaprire, ma tornare a costruire un’offerta culturale stabile.

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