Il fatto
17.04.2026 - 12:00
Non solo era fondato l’allarme lanciato la scorsa estate dal sindacato delle professioni sanitarie Coina, ma si è verificata una circostanza anche peggiore, perché in pronto soccorso la stanza riservata ai “codici rosa”, ovvero alle donne e le persone indifese che subiscono abusi e violenze, sia verbali che fisiche, continua a essere utilizzata in maniera impropria per la degenza di soggetti che non rientrano nella categoria per la quale è stata creata.
Secondo quanto denunciato dal sindacato, la stanza è occupata da oltre un mese da un paziente con disabilità cognitiva, senza soluzione assistenziale idonea, compromettendo così la disponibilità del servizio per le vittime di violenza. Il segretario Coina, Alessandro Britolli, ha sottolineato come questa situazione crei rischi concreti per la tempestività e l’appropriatezza degli interventi sanitari e socio-assistenziali, oltre a peggiorare le condizioni operative del personale.
Britolli ha chiesto interventi urgenti per trovare una collocazione adeguata al paziente e garantire il pieno ripristino della disponibilità della stanza rosa, rispettando i percorsi dedicati alle persone vulnerabili.
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