Quando si parla di tasse e di tributi la polemica è dietro l'angolo.
Il sindaco di Sabaudia Giada Gervasi e la maggioranza hanno però intenzione di fare chiarezza su alcuni aspetti emersi nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, che tra le altre cose ha approvato il bilancio preventivo.
Nell'assise ovviamente si è parlato anche della tassa sui rifiuti.
«Abbiamo preso atto che dal 2013 al 2017, l'Ente comunale ha detto l'assessore Macale ha perso qualche centinaia di migliaia di euro di gettito sulla Tari: una questione che doveva essere affrontata immediatamente, per difendere gli equilibri di cassa da una parte e le questioni di bilancio legate al servizio di igiene urbana dall'altro.
Il primo passo dunque, ha coinciso con la corretta tariffazione del ruolo e delle bollette.
Da qui un lieve aumento dei costi sulle utenze domestiche e una percentuale leggermente più alta per le utenze non domestiche».
In buona sostanza, semplificando, il Comune avrebbe pagato "di tasca propria" parte dei costi del servizio.
Un'anomalia, se così fosse, visto che la legge impone agli enti locali di coprire totalmente le spese del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti con la tassa applicata su utenze domestiche e non.
C'è poi un altro problema: i ruoli non incassati dal 2013 al 2017: quattro milioni di euro.
«L'enorme mole di ruoli non incassati dal 2013 al 2017, per oltre 4 milioni di euro, rappresentano la vera emergenza da affrontare per questa Amministrazione.
Per legge, infatti, tutto ciò che non si incassa ha spiegato Macale deve essere poi ri-tariffato all'intera cittadinanza.
Occorre assolutamente invertire il trend, soprattutto del triennio 2015-2017 che ha registrato livelli di non pagato sempre crescenti.
E occorre farlo nell'immediato, evitando situazioni sempre più insostenibili che, se non affrontate e arginate, potrebbero portare ad un raddoppio delle bollette ogni tre anni, a discapito di tutti i cittadini onesti che regolarmente assolvono ai loro doveri».
Contestualmente, il Comune di Sabaudia ha avviato anche una serie di procedure e di controlli per contrastare il fenomeno dell'elusione e dell'evasione fiscale.
Allargare la platea dei contribuenti, insomma, per provare a far diminuire la pressione fiscale pro capite.
«Le scelte adottate sulla Tari – conclude Macale – sono state fatte nel pieno e totale rispetto della normativa, adottando una corretta tariffazione e cercando di tutelare le famiglie.
Abbiamo deciso di cambiare rispetto al passato e lo abbiamo fatto.
Era doveroso per il bene della città e per evitare, come già evidenziato, situazioni di non sostenibilità per l'Ente e conseguenti aumenti sconsiderati delle bollette».