Probabilmente in pochi se lo ricorderanno, ma il Comune di San Felice Circeo ha istituito un «marchio ecologico». Un sistema per certificare il rispetto di una serie di requisiti di qualità ambientali da parte di strutture ricettive e di somministrazione di alimenti e bevande.
Che fine abbia fatto quel progetto di cui se n'è parlato parecchio sul finire del 2016, però, non è dato sapere. Quante strutture hanno effettivamente fatto richiesta di ottenere il riconoscimento? Quante eventualmente sono state giudicate idonee? Sono mai stati nominati il comitato di coordinamento e il comitato di valutazione?
«Il marchio ecologico del Circeo è un riconoscimento che le strutture turistiche, ricettive e di somministrazione al pubblico di bevande ed alimenti - si legge nel regolamento - possono utilizzare ai fini promozionale offrendo al cliente la garanzia del rispetto dei requisiti qualitativi definiti nel disciplinare».
Tra i requisiti c'è chiaramente quello di svolgere la raccolta differenziata, ma anche l'uso di stoviglie riutilizzabili o compostabili, l'eliminazione dei volantini e del materiale pubblicitario in carta o materiale usa e getta, nonché l'utilizzo e la fornitura ai clienti di sacchetti compostabili al 100% o riutilizzabili. Tante belle parole che evidentemente sono rimaste tali.