Dopo tante chiacchiere, progetti sbandierati ai quattro venti e promesse non mantenute, per l'ex asilo Capponi Palombi, nel centro storico di San Felice Circeo, potrebbe finalmente aprirsi una nuova fase. L'Atec, l'associazione dei tecnici di San Felice, si è infatti offerta all'Ipab Ss. Annunziata, ente proprietario dell'edificio, per redigere un progetto di riqualificazione della struttura e l'idea è stata accolta con favore. Anche perché ora come ora l'edificio, situato proprio sotto al belvedere, versa in condizioni pessime e già in passato il Comune è dovuto intervenire ordinando la sistemazione dell'ex asilo.
L'idea di riqualificazione, secondo quel che è trapelato fino ad oggi, prevede la creazione di una struttura da destinare a scopi sociali (casa famiglia o ostello giovanile) nell'edificio che era l'alloggio delle suore che gestivano l'asilo. Per il secondo immobile, piuttosto ampio, si parla della realizzazione di una sala multifunzionale, da destinare insomma a più scopi. Lo scoglio maggiore sarà quello di reperire le risorse finanziarie, ma ovviamente la progettualità punterà a intercettare i finanziamenti messi a disposizione da altri enti come ad esempio la Regione Lazio.
Di promesse attorno all'ex asilo nel tempo ne sono state fatte tante, ma nessuna è stata poi attuata. Nel 2015 si parlava della creazione di un centro per l'orientamento e la prevenzione dei disturbi alimentari in età adolescenziale, come contenuto nella relazione al bilancio di novembre 2014. Un progetto naufragato sul nascere. L'immobile, inizialmente concesso alla fondazione "Alzaia" (che gestiva i beni immobili) e poi tornato all'Ipab Ss. Annunziata dopo lo scioglimento della prima, è rimasto chiuso. Una situazione di degrado evidente, riportata anche negli atti amministrativi, in cui si parla di «pluriennale stato di degrado e pericolosità» che si protrae «da almeno 15 anni». Ora, dopo un ventennio, potrebbe arrivare la svolta.