Adriano Sofri non sarà ospite del Terracina Book Festival. La decisione, non ancora ufficiale, sarebbe comunque già stata presa dagli organizzatori, Massimo Lerose in testa, per evitare ulteriori polemiche e non rischiare di guastare un festival che vuole continuare a parlare di libri senza ostacoli. Ma non solo. Il passo indietro sarebbe dovuto anche alle numerose pressioni ricevute in questi giorni, da interventi sui giornali ma anche da "intimidazioni personali" come le definisce Lerose in risposta ad alcuni commenti sui social. Il clima, insomma, sta diventando irrespirabile, quasi più dell'afa che accompagna questa estate di polemiche balneari.  Tutto partito dopo la lettera di Alessandro Colazingari, ex An, uomo vicino al sindaco Procaccini, che ha chiesto di negare il patrocinio alla manifestazione in rispetto delle vittime del terrorismo. A seguire è arrivata la Lega, prima con il consigliere Angelo Tripodi (che un mese fa, con Sofri ospite a Latina, è rimasto misteriosamente in silenzio), poi col deputato Francesco Zicchieri, che ieri ha indirizzato una sua lettera di risposta al sindaco parlando da "famigliare di una vittima di terrorismo" per chiedere rispetto e accusare il primo cittadino di aver fatto una "patetica" difesa del pluralismo. Rumors parlano anche di altro. Qualcuno avrebbe già espresso l'intenzione di contattare movimenti  di estrema destra per manifestare il proprio dissenso, in caso di presenza di Sofri a Terracina.

Non meno evidente, è il silenzio che hanno riservato alla lettera di sostegno incondizionato al festival del sindaco Nicola Procaccini, i suoi stessi consiglieri e assessori. Il delegato ai Grandi eventi Andrea Bennato, parecchio presenzialista, rimane muto.  Il vicesindaco Roberta Tintari, nota per le sue posizioni di mediazione, in silenzio. Espressione, secondo chi è bene informato, di un malumore generale per l'uscita di Procaccini, per nulla condivisa dai suoi. I toni, ancora rimasti morbidi in superficie, sembrano essere molto duri nel sottosuolo. Al'indirizzo dell'organizzatore Lerose, operoso e appassionato animatore di eventi,  sempre pronto a darsi da fare per la città e mai legato a partiti o correnti politiche, sarebbero arrivate addirittura frasi del tipo "Sei complice di un assassino". Su queste ed altre offese, e pure si qualche minaccia, potrebbe scattare una denuncia alla polizia.

Silenzio, se non un generico plauso sui social alla lettera di Procaccini, arriva anche dal fronte della sinistra. Il Pd, in questi giorni occupato con la sua festa de L'Unità, sulla materia non ha sentito il bisogno di esprimersi, lasciando di fatto che ad usare la parola "libertà", legata alla letteratura, alla manifestazione delle idee e del pensiero, fosse solo il primo cittadino. Che in fondo, si dirà, rappresenta tutti. Procaccini, peraltro, per la sua posizione ha di fatto creato uno strappo interno e starebbe passando una bella grana in maggioranza. Qualcuno azzarda addirittura a parlare di crisi. Forse è un'esagerazione. E' un fatto che gli sciscioniani sono saltati dalla sedia alle parole del sindaco.

Di fronte a tutto questo putiferio, Lerose e colleghi decidono di fare un passo indietro. Giusto? Sbagliato? Il Tbf, a un certo punto deve aver visto balenare qualcosa di più grande di sé all'orizzonte. Linguaggi e rievocazioni non alla portata di un piccolo, prezioso evento legato ai libri. D'altra parte, anche stavolta, come è accaduto per anni, il Terracina Book Festival deve fare i conti, quando va bene, con l'indifferenza generale della città. Quando va male, appunto, con ben altro.