Quello dell'Aprilia Multiservizi continua ad essere il caso più spinoso da affrontare per la giunta Terra. La coalizione civica, in oltre 10 anni di governo, non è riuscita ancora a risolvere i problemi economici dell'azienda speciale: gravata da un debito di oltre 10 milioni di euro e in procedura di liquidazione da marzo 2017. Un passivo ereditato in larghissima parte dal passato, questo va riconosciuto, che tuttavia la maggioranza civica dal 2009 ad oggi non è riuscita a ripianare. Visto che ancora adesso, se si esclude la decisione di aderire alla rottamazione della cartelle di Equitalia per ridurre il debito con l'Inps, non si conoscono le strategie che l'amministrazione - di concerto con la dirigenza - intende portare avanti per risanare l'azienda.
Un aspetto sottolineato anche dal Movimento Aprilia (Mov Ap), che chiede un cambio di marcia sul tema. «La più importante - spiega Alessandro Mammucari - azienda speciale del Comune attende da tempo un vero piano di rilancio, per superare le criticità mai risolte. La messa in liquidazione è risultata inutile e non ha portato alcun beneficio in termini di risanamento, anzi ha determinato una duplicazione dei costi amministrativi legati agli emolumenti dovuti ai commissari liquidatori. E a conti fatti è risultata anche inopportuna, visto che la fase liquidatoria avrebbe dovuto portare nel più breve alla chiusura: cosa che nei fatti non è avvenuta. E in questo contesto l'incertezza regna sovrana, lasciando la forza lavoro senza punti di riferimento per il futuro e non pianificando interventi di crescita aziendale necessari in una città che continua, non solo a crescere, ma anche ad invecchiare da un punto di vista demografico richiedendo maggiori servizi di natura socio assistenziale».
Per questo Mov Ap chiede la predisposizione urgente di un piano industriale, per superare le criticità e rilanciare la municipalizzata. «Serve inoltre un piano di aggiornamento annuale che deve basarsi sull'adesione alla nuova fase di definizione delle liti fiscali e previdenziale, da perfezionare entro il 30 aprile. Questo passaggio - continua Mammucari - consentirebbe alle casse comunale di risparmiare 4 milioni di euro per l'azzeramento di sanzioni e interessi, consentendo così al Comune di pagare il debito con l'ex Inpdab di oltre 6 milioni di euro in cinque anni». Al tempo stesso il movimento è convinto che non serva modificare il contratto dei dipendenti per risollevare le sorti dell'Asam. «Non c'è bisogno di avventurarsi in cambi di contratto collettivo. Mentre - conclude - sarebbe più utile rilanciare decentrata, avviando così una nuova fase di welfare aziendale».