«Noi le mucche non le mungiamo»: è questo uno dei tanti cori che ieri mattina si sono sentiti nella palestra del Liceo Classico di Latina nel corso di una sfida di un torneo scolastico di basket riservato agli istituti superiori di Latina. La partita era quella tra i padroni di casa del Dante Alighieri e i ragazzi del San Benedetto, l'istituto Agrario di Borgo Piave. Va detto subito che in campo le squadre si sono affrontate all'insegna del divertimento e del fair-play, come succede tutte le gare che stanno caratterizzando questa competizione che sicuramente va elogiata per spirito di aggregazione e organizzazione, quest'ultima curata dalla Latina Basket.
Ma nel corso della partita in questione, come ci ha raccontato Marco, un giovane presente alla gara, i tanti ragazzi sugli spalti hanno iniziato a stuzzicarsi reciprocamente con qualche coro colorito come quello succitato (c'è anche in video pubblicato sul sito www.latinaoggi.eu) e altri ancora, molti con chiari riferimenti agli stereotipi dispregiativi con cui troppo spesso viene accomunata l'attività didattica degli istituti di agraria.
Ma fin dove può spingersi lo sfottò prima di sfociare nella discriminazione o nell'offesa? Una domanda a cui sarebbe complicato rispondere, perlomeno senza cadere nel moralismo più banale. In soccorso ci vengono però le parole del giovane Marco, che si è rivolto alla redazione di "Latina Oggi" ponendosi delle domande su cui sarebbe il caso di soffermarsi e riflettere: «Noi del San Benedetto veniamo continuamente denigrati, derisi - racconta lo studente di Latina -, veniamo visti come quelli che hanno solo le vacche, che non fanno niente e che puzzano. Questi sono solo alcuni dei numerosi insulti che riceviamo. Sono molte persone a pensarla in questo modo. E' vero, ieri ci siamo stuzzicati da entrambe le parti, e non so nemmeno chi abbia iniziato a fare qualche coro. Ma posso definire il clima con cui si è giocata la parte finale della partita come vergognoso: insulti e prese in giro come se nulla fosse, da una parte e dall'altra. Ho filmato tutto e si sente in maniera chiara "noi le mucche non le mungiamo", questa è solo una delle tante frasi che continuamente sentiamo e che mi hanno molto colpito. Ma oltre le offese, a mio modesto parere, ritengo che il fatto più increscioso sia che in quella situazione nessuno è intervenuto: nessun professore, non il preside o una sua rappresentanza. Al giorno d'oggi fenomeni di discriminazione sono, purtroppo, quasi all'ordine del giorno. Un esempio sono i cori razzisti contro Koulibaly (difensore del Napoli ndr), oppure il video di quel venditore che prende in giro una signora cinese. Spero che verranno presi provvedimenti a riguardo».
Una riflessione che colpisce e che deve far pensare a come troppo spesso si sottovalutino fenomeni di questo genere, bollati come semplice goliardia che però sottende talvolta ad una discriminazione di fondo che non può in alcun modo fare rima con i valori di cui dovrebbe farsi portatore lo sport, ancora di più se si tratta di giovani. In particolare al giorno d'oggi, bullismo e cyberbullismo sono temi sempre più d'attualità ai quali viene data molta attenzione sì, ma a cui in pochi cercano di porre fattivamente rimedio anche nella quotidianità. E colpiscono, tanto da meritare la ribalta nazionale, quei pochi casi virtuosi, tanto rari da fare clamore, ma che invece dovrebbero essere la normalità.
Forse qualcuno degli adulti presenti ieri avrebbe dovuto prendere coraggio e intervenire, intuendo che quanto stava avvenendo avrebbe potuto ferire anche uno solo dei ragazzi presenti. Non è una lezione di moralismo quella che vogliamo dare, lo ribadiamo, ma solo uno spunto di riflessione che dobbiamo raccogliere dopo l'assist di Marco, il nostro giovane lettore che nelle sue parole ci dà ancora un briciolo di speranza che, comunque, qualcosa può ancora cambiare.