Il rischio sismico, fortunatamente, è quasi assente. A far alzare la guardia, invece, sono le possibili frane e inondazioni. Questo è ciò che appare, già da una prima rapida lettura, dalla mappa delle criticità in relazione alla sola provincia di Latina.
Infatti, selezionando la voce "Accelerazioen sismica massima del suolo", appare subito come l'intero territorio sia caratterizzato dai colori blu e verde acqua che, tradotti, fanno capire come il rischio di un sisma sia veramente minimo. Le uniche eccezioni sono nell'area nord della provincia: Aprilia, Cisterna, Rocca Massima e Cori: qui il livello è giallo, e quindi bisognerebbe porre una maggiore attenzione alla situazione, soprattutto in tema di edifici antisismici.
Come già detto, la musica cambia se si parla di rischio idrogeologico, o meglio, la pericolosità idraulica media per la popolazione. L'intera provincia, fatta eccezione dei Monti Lepini che sarebbero totalmente fuori pericolo, è praticamente "gialla" o addirittura "giallo scuro" (Sabaudia, Pontinia, Terracina, Fondi). Si tratta di un indicatore ancora basso, almeno nella scala di "pericolosità" redatta nella mappa (è la terza fascia su nove), ma il rischio c'è: la fascia gialla, infatti, significa che in caso di un'alluvione, dalle 41 alle 400 persone potrebbero essere in pericolo. La quarta fascia (quella "giallos curo"), vede potenzialmente in pericolo dalle 501 alle 2.000 persone, mentre la quarta, quella "arancione" e che riguarda soltanto Latina, mette in allarme tra le 2.000 e le 7.500 persone.
Le zone ad alto rischio compaiono invece quando si parla di rischio frana. Qui, si farebbe prima a citare i Comuni non da "bollino rosso". Zone come Terracina (dove purtroppo la recente storia ce lo ha confermato), Formia, Sezze, sono addirittura in ultima fascia, quella che potenzialmente potrebbe mettere in pericolo dalle 5000 alle 46.000 persone (e quindi, per il Comune Lepino, l'intera popolazione e oltre).