Una variante urbanistica pervasa da «una unica componente speculativa assolutamente contraria alle comuni tendenze dell'urbanistica contemporanea, senza riferimenti alle componenti ambientali, housing sociale e sostenibilità urbanistica e su cui grava il vizio impregiudicato della verifica di compatibilità con il Piano del Commercio». E' la conclusione a cui giunge il Partito Democratico di Latina nella nota di opposizione all'adozione della variante di piano particolareggiato Q3, un «no» all'operazione urbanistica avviata dalla giunta Coletta con la delibera di giunta del 28 dicembre 2018, che si aggiunge a quelli già espressi dalle Codici e Confesercenti. Nelle osservazioni, presentate ieri ai sensi dell'articolo 15 della Legge 1150/42 dal segretario del Pd Alessandro Cozzolino, il partito fa proprie parte delle riflessioni della consigliera Nicoletta Zuliani, ma soprattutto della contrarietà, espressa dal Pd in consiglio comunale, sull'atto per l'eliminazione del vincolo alberghiero come richiesto dalla società Green Building ai fini della realizzazione di un centro commerciale per la volumetria di 25mila metri cubi a ridosso dell'Hotel Garden.
Secondo il Pd l'atto adottato dalla giunta è in contrasto con quanto contenuto con il parere espresso dagli Uffici Comunali in data 20 maggio 2011 sulla medesima area che recitava «che l'intervento edilizio proposto dalla Ditta risulta non rispettoso della destinazione d'uso alberghiera prevista dal PPE Q3 nel lotto in esame e che l'intervento di mutamento della destinazione è quindi da ritenersi "non conforme alla normativa urbanistica vigente». I motivi di censura sono tanti: da quello che la variazione puntuale di destinazione deve andare in consiglio comunale perché può essere difficilmente intesa come «non sostanziale. «Tale mutamento di destinazione d'uso, da ricettiva a commerciale - sostengono consiglieri e segretario comunale del Pd - comporta una importante differenza dei carichi urbanistici specifici sia dal punto di vista di dimensionamento di piano sia dal punto di vista di dotazione di spazio pubblico». «L'accoglimento dell'opposizione, da parte del Comune di Latina - prosegue il gruppo dem - e per esplicita richiesta della proprietà con osservazione effettuata nella stesura del precedente Piano esecutivo, costituisce di fatto una destinazione di uso e non appare chiaro come possa essere confusa una destinazione d'uso di piano, con un vincolo bancario/amministrativo. Alla luce di ciò, tale variante è da intendersi come un cambio di destinazione d'uso con conseguenti mutamenti sostanziali per l'intero intorno urbanistico comportando carichi influenti bene oltre i confini di PPE». Non solo: come aveva già esplicitato in consiglio Nicoletta Zuliani, tale variante puntuale non è oggetto e frutto di una pianificazione organica e organizzata sul territorio delle aree di tipo commerciale e interviene puntualmente su un'area marginale già soggetta a problematiche di tipo viabilistico e funzionale. Spiega Zuliani: «Non appare chiaro come, in tale variante possa essere rispettata una quantificazione e verifica degli standard, soprattutto per le aree da destinarsi a parcheggio che risultano fortemente sottodimensionate vista la totalità dell'area commerciale progettata. In tale variante non viene data la possibilità ai cittadini e fruitori del quartiere di operare osservazioni prima della stesura della variante, operando ed attuando l'ormai comune concetto di pianificazione concertata e condivisa con i cittadini. Tale variante appare come frutto di una scelta operata ad unico interesse e favore dell'interesse di pochi e non nell'interesse della collettività». Il Pd chiede che la variante venga eliminata e riscritta alla luce di queste riflessioni e inserita in un ragionamento politico più ampio sulla pianificazione della città.