Continua la pioggia di polemiche che imperversa su siti di informazione e social network sul nuovo tratto di strada di via Bologna e sulla effettiva regolarità della pista ciclabile appena conclusa. Polemiche che non tardano ad arrivare da alcuni cittadini ma anche dalla minoranza politica del Comune di Gaeta, come il consigliere Emiliano Scinicariello che ha definito la pista ciclabile di via Bologna: «Un'offesa al buon senso comune» e prosegue «Piste ciclabili che dalla strada passano al marciapiede, col rischio che nel primo caso il ciclista venga travolto da una portiera che si apre, e nel secondo che sia il ciclista a travolgere chi esce dal portone. Non oso immaginare cosa potrà accadere in quella strada nei prossimi mesi». La sensazione quindi da parte di alcuni esponenti politici della minoranza gaetana si traduce nel constatare che l'attuale amministrazione comunale di Gaeta non abbia una vera visione d'insieme, un vero e proprio progetto della pista ciclabile che attraversa la città, ma che piuttosto si tratti di un progetto che si sviluppi in itinere, continuando a stravolgere la viabilità cittadina. «Soprattutto senza un PUT, un Piano Urbano del Traffico, che il Consiglio Comunale non ha mai approvato. Uno studio costoso approvato in Giunta e mai portato in consiglio" ha continuato a sottolineare Scinicariello. Sensazione confermata anche dall'ex sindaco Antonio Raimondi, ad oggi coordinatore del Movimento progressista, che ha ricordato come nel 2016 denunciò alla procura di Cassino le modalità in cui è stato costruito il primo tratto di pista ciclabile di Serapo dopo aver constatato il frazionamento dell'attribuzione delle ditte appaltatrici e della mancanza di un progetto: «Il progetto? Si trattava di una matita rossa tratteggiata su una pianta della città di Gaeta. Quello era il progetto» ha dichiarato Raimondi. «Accetto le critiche ma continuo a sostenere le mie idee – ha dichiarato l'assessore Angelo Magliozzi in risposta alle polemiche di questi giorni - Agli atti c'è eccome un progetto esecutivo, arrivato nel 2015 in giunta. Ora è logico che si ragioni a stralci, perché non abbiamo i soldi per poter completare interamente la pista ciclabile e vorrei anche sottolineare che uno stralcio non passa in consiglio comunale. Vogliamo parlare di sicurezza? Chiediamolo ai residenti allora. Per quanto mi riguarda mi piace guardare al futuro – ha concluso il vicesindaco - se si critica solo per spirito di polemica o perché è il ruolo che deve giocare un'opposizione politica non lo trovo nemmeno costruttivo».