Un aumento di assenze per malattia tra gli autisti è un fenomeno da controllare a vista per ragioni di sicurezza perché rappresenta una seria preoccupazione sia per la salute dei lavoratori che per la garanzia della regolarità del servizio di trasporto pubblico. Abbassa i toni e corregge il tiro l'azienda titolare del trasporto pubblico Csc dopo l'accesa polemica scoppiata nei giorni scorsi proprio a seguito della sua denuncia che puntava il dito contro l'assenteismo dei lavoratori. Csc nella nota inviata al Comune, agli assessori e ai presidenti delle commissioni trasporto e trasparenza aveva usato toni che non lasciavano molto spazio all'interpretazione. Se il 28% degli autisti dei mezzi pubblici hanno fatto il 70% delle assenze, Csc bollava il fenomeno definendolo con molta sicurezza come «mai registrato in alcuna azienda del settore italiano ed europea» e si sentiva «vittima di un comportamento irresponsabile e recidivo sollecitando l'intervento di Prefettura, Procura, Asl e Inps». Ieri invece, sia in commissione trasparenza, convocata sul tema da Matilde Celentano, sia in una nota Csc ha stemperato la polemica su quei sospetti di interruzione di pubblico servizio da imputare al personale. Il presidente dell'azienda Giuseppe Ottone ha riconfermato i dati, ritenendo doveroso condividerli con l'amministrazione e la commissione, ma per declinarli in termini di preoccupazione per la salute dei propri dipendenti, per l'efficienza del servizio e per la sicurezza degli utenti. «L'azienda non pone in discussione la professionalità e la deontologia dei medici curanti che certificano le malattie né tantomeno lo stato di salute dei propri dipendenti, ma non può esimersi dall'intraprendere un progetto attuativo, con il coinvolgimento dell Asl, di confronto diretto tra il medico competente dell'azienda e il medico curante del dipendente».
Polemico l'intervento del consigliere Alessandro Calvi sia sull'inopportunità della convocazione della commissione sul punto, «interno all'azienda e al rapporto con i dipendenti», sia sulle dichiarazioni di Csc. «L'azienda, pur se gestore di un servizio del Comune, ha tutti gli strumenti per valutare e prendere provvedimenti rispetto al comportamento dei suoi dipendenti, la politica – ha detto il consigliere di Forza Italia - non può entrare in contesto che non gli compete. Non si può utilizzare la politica per mandare un messaggio ai dipendenti o peggio per cautelarsi su un disservizio, per me è un'ingerenza inopportuna». Calvi, che ha chiesto di convocare i sindacati in un'altra seduta, ha messo poi in evidenza come molte criticità sul fronte del contratto siano ancora in sospeso, ed era questo l'aspetto su cui Csc avrebbe dovuto rispondere. Da parte sua l'azienda ha ribadito che ha soltanto voluto mettere al corrente l'Ente, che ha anche funzione di vigilanza del servizio, del problema "malattie". E i disservizi segnalati negli ultimi mesi? Il ritardo nell'istallazione delle paline intelligenti, la mancata vendita di biglietti a bordo, i ritardi, la mancata riorganizzazione dei turni? In una commissione trasporti era già stato anticipato che le cose si stavano risolvendo, punto confermato anche ieri. Paline elettroniche e biglietteria alle autolinee, saranno realizzate nelle prossime settimane. Così ha promesso Csc.