Lo studio
03.08.2019 - 17:54
L'ultima protesta in ordine di tempo dei cittadini in piazzale Donatori di sangue
Le onde elettromagnetiche sono dannose per la salute? Non c'è una risposta univoca. Di certo aumentano di anno in anno sul territorio: a Terracina erano 25 nel 2007, 44 nel 2015, stando agli ultimi censimenti. Se ne è tornato a parlare con l'arrivo in piazzale Donatori di sangue di una stazione radio di Wind, che ha vinto la causa al Tar contro il Comune, e scatenato le proteste dei cittadini. La risposta dell'amministrazione comunale è stata sempre più o meno la stessa: un Comune può poco contro le società, tutelate dalla normativa nazionale.
Agenda 21, però, come forum consultivo istituito dal Consiglio comunale proprio per occuparsi di sostenibilità e ambiente, fornisce in questi giorni materiale sufficiente per ricredersi. Se i gestori di telefonia in questi anni hanno installato antenne non è stato per la normativa nazionale favorevole, bensì per un piano delle antenne e un regolamento inadeguati. Lo disse anche il Tar, nel 2015, quando bocciò il ricorso dell'ente invitandolo a una «rielaborazione a motivo della mutata situazione normativa e tecnologica» del piano. Percorso mai intrapreso.
Ma adesso è arrivata l'ora. Altrimenti si continuano a contare i danni: economici per le spese legali; e sociali per i conflitti che si creano nella società civile. Agenda 21 mostra che con un piano delle antenne e un regolamento ben fatti, il Comune può stare alla regia. A provarlo, una lista di sentenze. Come quella del marzo 2013 della Cassazione che dice: «Se un Comune ha un Piano delle Antenne valido può imporre la delocalizzazione degli impianti ed impedire inoltre che su quelli esistenti possano arrivare altri gestori o altre tecnologie». Non solo. A Massa, in Toscana, il Tar ha negato l'installazione di un'antenna sul tetto di un ospedale e non perché era un'area sensibile (Arpat aveva dato l'ok), ma perché «il Comune ha ritenuto di garantire la copertura del servizio di telefonia mobile mediante l'individuazione di due localizzazioni alternative». A Bolzano è stato respinto il ricorso di Telecom perché «il Regolamento e l'accluso Piano paiono consentire, nel contemperamento degli opposti interessi pubblici e privati, localizzazioni comunque idonee anche se alternative a quelle proposte dai gestori». Con un piano studiato e realizzato da esperti al generico diniego si sostituisce una localizzazione ragionata. Il Praeet terracinese risale al 2009. Agenda 21 invita ad aggiornarlo, come peraltro deciso all'unanimità dal Consiglio comunale.
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