Sezze, il dibattito
05.11.2019 - 16:03
«La risposta che dobbiamo dare nei confronti di determinati fenomeni deve essere fondamentalmente culturale. Siamo consapevoli che si tratterà di un percorso lungo ma necessario, che dobbiamo e possiamo fare tutti insieme, cercando sinergia e collaborazione con tutte le istituzioni cittadine». Parole di Sergio Di Raimo, sindaco di Sezze, che ha chiuso con queste premesse il lungo dibattito scaturito in aula durante il consiglio comunale straordinario che ha toccato il delicato tema del fenomeno delle baby-gang (o comunque si abbia intenzione di chiamarle) che nell'ultimo periodo hanno fatto spesso finire la città agli onori delle cronache locali. Il sindaco ha chiuso con un intervento che ha citato in diversi passaggi Don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità di Napoli, spiegando che la strada da seguire per affrontare a Sezze le situazioni di degrado, disagio e malessere sociale sfociate in alcuni episodi di microcriminalità è quella di un costante confronto tra le forze istituzionali e le "agenzie" presenti sul territorio, ma con una visione a lungo termine, che parta anche da presupposti di natura sociale, sociologica o, più in generale, di una nuova impronta culturale.
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