Dieci associazioni del sud pontino che si occupano di promozione sociale hanno preso carta e penna e scritto una lunga lettera per esprimere una critica durissima (l'ennesima) contro la partecipazione al Festival di Sanremo di Junior Cally, al secolo Antonio Signore, in quanto autore in passato di una canzone che sia nel testo che nel video che l'accopagnava offre immagini di violenza su una donna. Il titolo stesso, «Strega», dice molto. Iniziative simili sono state assunte da moltissime associazioni nel resto d'Italia e c'è stato l'intervento di artiste ed esponenti della politica. Tutto inutile, comunque, fino a questo momento poiché, come si sa, Amadeus che del Festival della canzone 2020 è il conduttore e direttore artistico ha confermato la presenza del rapper romano perché «ha una canzone bellissima come le altre, e al passo con i tempi». Ciò nonostante le dieci associazioni pontine ci credono e, ad ogni modo, ribadiscono quanto possa essere pericoloso un messaggio che sdogana la violenza sulle donne dopo tante battaglie. A promuovere l'iniziativa e la raccolta delle firme è un'avvocatessa di Formia che si occupa di diritti civili e che per il Comune ha svolto il ruolo di delegata alla legalità, Patrizia Mennano, tra le prime firmatarie dell'appello alle istituzioni contro la partecipazione del rapper a Sanremo. Ma, soprattutto, tra le più arrabbiate, per quel messaggio di violenza.