Il caso
02.03.2020 - 16:00
"Il ponte Mascarello rimane chiuso e ciò in vista dell'estate non può che preoccupare gli operatori del lungomare. In questa situazione i tempi per la ristrutturazione del ponte, che sarà a cura della Sogin come opera di compensazione del territorio di Latina su cui insiste la centrale nucleare, restano indefiniti". Lo afferma in una nota il portavoce comunale di Fratelli d'Italia Gianluca Di Cocco, che torna così ad accendere i riflettori sul ponte che non è stato ancora riaperto e per il quale non sono iniziati i lavori di sistemazione. Insomma, si trova in un limbo.
"In questo contesto va precisato che l'amministrazione ha avuto l'opportunità di scegliere se eseguire lavori straordinari, oppure realizzare un ponte ex novo. L'unica e sostanziale differenza sarebbe quella sui tempi burocratici, poiché per una nuova realizzazione sarebbe necessaria l'indizione di una conferenza dei servizi con gli enti coinvolti. Nella Commissione Trasparenza del 13 febbraio scorso, dopo lo sfogo "penoso" del consigliere Di Russo sull'inutilità di tale commissione per la tematica del Mascarello, l'assessore Ranieri ha accampato date, scuse e progetti per tranquillizzare il pubblico presente, tra cui gli operatori del lungomare danneggiati dalla chiusura del ponte.
Facendo un calcono approssimativo, la Sogin, dopo che avrà siglato l'accordo (a questo punto chissà quando) potrà procedere all'iter di gara e la successiva aggiudicazione (3-5 mesi); in seguito l'azienda aggiudicatrice si occuperà di redigere un progetto esecutivo. Si potrà quindi provvedere alla gara per iniziare lavori di ristrutturazione (3-6 mesi) e finalmente si vedranno i primi operai sul Mascarello. Gli interventi necessiteranno di almeno 3 mesi per essere ultimati. Calcolando i tempi della pubblica amministrazione, ci vorranno circa due anni per la ristrutturazione, per essere ottimisti. Un tempo lunghissimo. Quale potrebbe essere allora la soluzione? A detta dell'assessore Ranieri, con un importo tra i 40.000 e i 60.000 euro sarebbe possibile riutilizzare il ponte a senso unico alternato.
Allora, visti e scontati i tempi lunghissimi, perché non finanziare l'opera di manutenzione, riaprire il ponte e nel frattempo convocare quella famosa conferenza dei servizi per donare alla città, magari tra 3 anni, un ponte nuovo, funzionale alle esigenze dei cittadini e che sia anche un'attrattiva per i visitatori? A poco servirà il contentino di riaprire il ponte ai pedoni, come prospettato in sede di commissione e proposto giustamente, vista la situazione, dai cittadini e dagli operatori esasperati e preoccupati e con uno sguardo della stagione estiva, poiché i danni all'economia sono enormi e rimarranno tali almeno per i prossimi due anni, salvo soluzioni differenti e più pratiche".
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