Claudio guida piano ma disinvolto col furgoncino che consegna medicinali e supporti sanitari alle farmacie di mezza città. Mascherina, guanti, un elenco di consegne sul tablet in continuo aggiornamento. «Lavoriamo a ritmi serrati, è dura e pure io dico che ce la faremo, però adesso la stanchezza c'è e pure un po' di timori. Sappiamo che le precauzioni salveranno noi e soprattutto i più deboli. Per quanto mi riguarda mi sento doppiamente responsabile perché il rifornimento di farmaci è l'unica cosa che non deve mancare. Non adesso. Anche in questo sto facendo un braccio di ferro col dannato virus. Daje!» Poi retromarcia nel parcheggio in pieno centro. Gira a sinistra e vola verso la prossima farmacia. Il mondo di corrieri delle medicine non si arresta nemmeno un minuto da settimane e l'ultimo accordo per la consegna pubblica ad anziani e immunodepressi ha reso questo servizio una specie di sfida. Anche Claudio sul cruscotto ha un post it giallo con la scritta «Si può fare! Ce la facciamo!» E' il medesimo mantra dell'Avis. Ieri mattina, dopo molti giorni in cui si era registrato un calo delle donazioni, finalmente dati in controtendenza sul numero dei donatori che si sono presentati nella sede provinciale di Corso Matteotti. «Stanno funzionando le informazioni precise che sono state date sulla possibilità di continuare a donare il sangue perché è necessario: per alcuni pazienti è indispensabile. - dice Marco Fioravante - Molte persone nelle ultime settimane erano disorientate. Si è detto loro di non uscire, ma per venire a donare devono uscire di casa. Ora abbiamo spiegato che non ci sono rischi se si rispettano le regole e la distanza e molti stanno tornando. E' una splendida notizia per tante persone in gravi condizioni di salute. Mi sento di ringraziare i donatori uno ad uno e dire loro che sì, ce la possiamo fare».