Il fatto
14.03.2020 - 13:30
Doveva rappresentare, e non soltanto simbolicamente, il momento di condivisione dei progetti e delle responsabilità tra privati e pubblica amministrazione, ma qualcosa, almeno qui da noi a Latina, sembra essere andato storto. La creatività non si sposa con la burocrazia, e i tempi che muovono i soggetti privati non sono davvero gli stessi delle pubbliche amministrazioni. E' andata così anche con l'iniziativa «Salviamo le statue» collegata ad Art Bonus, che a sua volta è una iniziativa del Mibac, ministero delle belle arti e della cultura. Le due opere di Ulderico Conti che si trovano nel giardino di Palazzo Emme, «La madre» e «La madre rurale», sono seriamente logorate, dall'incuria e dagli agenti atmosferici, ed è da tempo che gruppi di cittadini e professionisti vanno sollevando il caso della opportunità di procedere con un restauro di tutte e due le statue. Dalle buone intenzioni si è passati alla progettualità, e le due opere sono finite nel catalogo dell'Art bonus, con tanto di stima del costo economico del restauro: i privati che volessero offrirsi di sovrintendere a proprie spese al restauro, possono farlo versando il denaro necessario nel conto apposito del Mibac. A Latina, su iniziativa di Maurizio Guercio, è nato il comitato «Salviamo le statue», che dopo aver preso accordi con il Comune e con l'Assessorato alla Cultura, ha proceduto ad una raccolta di fondi da destinare al restauro delle due statue di Palazzo Emme. Un gruppo di cittadini e aziende locali hanno versato complessivamente sull'iban del Comune-Art Bonus la somma di 10.300 euro. Il Comune dal canto suo si era impegnato a versare diecimila euro, con un emendamento al bilancio di previsione proposto in Consiglio comunale. L'assessore alla Cultura Silvio Di Francia, aveva pubblicamente annunciato l'impegno dell'assessorato a contribuire con con altri cinquemila euro.
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