Giudiziaria
25.11.2024 - 11:30
Poche altre volte si è celebrato un procedimento così difficile e delicato in Tribunale a Latina, con piazza Buozzi blindata. L’imputato sarà fatto entrare sotto un cordone di protezione per evitare che possa subire attentati o aggressioni. Parte così il processo per il duplice femminicidio di Nicoletta Zomparelli e Renèe Amato, madre e figlia uccise il 13 febbraio scorso nella loro casa di Cisterna dal maresciallo della Guardia di Finanza Christian Sodano. E’ lui l’uomo sotto protezione. E il «pericolo» arriva da una valutazione circa la possibile reazione della criminalità locale, poiché lo zio di Reneé e cognato di Nicoletta è uno dei personaggi più in vista in quel mondo. Si tratta di Gennaro Amato, coinvolto nel traffico di droga, conosciuto come pedina di caratura eccellente sia a Latina che fuori, inclusa la capitale. Visto il fatto efferato avvenuto nella villetta di Cisterna non si può escludere almeno un tentativo di vendetta privata, anche ove non richiesta. Comunque sia, sono state messe in atto misure di sorveglianza rigorose per l’arrivo di Sodano che, alla fine, potrebbe anche non essere presente in udienza. Per comprendere i timori sulla sicurezza dell’imputato è necessario ricostruire la biografia di Gennaro Amato: una delle inchieste recenti dei carabinieri di Latina lo vede inserito in una vasta rete di spaccio di stupefacenti; viene definito un uomo importante della criminalità; ha subito due attentati, uno a novembre del 1998, gambizzato all’interno della sua abitazione, un altro nel 2001. L’ultima volta che è stato arrestato per traffico di droga è venuto fuori dagli atti che era in grado di far valere la sua «autorevolezza» anche all’interno del carcere di Latina; venne intercettato nei giorni del suo ingresso nella casa circondariale di via Aspromonte mentre diceva ad un ispettore della penitenziaria: «Mettimi insieme a Contì». Alessandro Contì era stato arrestato a luglio del 2018 nell’ambito dell’operazione denominata «Family», collegata con un avvertimento gravissimo avvenuto nel maggio di quello stesso anno in danno della caserma dei carabinieri, contro cui vennero esplosi due colpi di pistola. I carabinieri di Cisterna allora stavano collaborando ad un’indagine della Procura di Roma sempre su un importante traffico di sostanze stupefacenti.
Edizione digitale
I più recenti
Ultime dalla sezione