Associazione per delinquere finalizzata alla truffa. È questo il motivo per cui quattro persone di Anzio e Nettuno sono state arrestate dai carabinieri della Compagnia di Anzio e dai finanzieri della Compagnia di Nettuno. Le indagini sono partite dopo il ricevimento di circa settecento denunce arrivate da tutta Italia, con le persone che lamentavano partite di pellet pagate e spesso mai ricevute.
In particolare, le verifiche dei carabinieri coordinati dal capitano Giulio Pisani e dai finanzieri diretti dal capitano Ambrogio Di Napoli hanno consentito di identificare i promotori e organizzatori della presunta truffa i quali, attraverso lo schermo di una società di Nettuno, provvedevano all'acquisizione diretta degli ordinativi eseguiti online attraverso un sito internet o attraverso una rete di distributori locali; poi, dopo aver ricevuto il regolare pagamento del materiale, omettevano di consegnarlo.

"Semplice il sistema adottato dall'organizzazione - spiegano gli investigatori - : dopo essersi guadagnati inizialmente la fiducia della clientela ponendo in vendita il pellet a un prezzo concorrenziale tanto da beneficiare di recensioni positive da parte di vari clienti sul sito internet utilizzato per la commercializzazione del prodotto, gli indaga ii hanno poi dato il via alla frode, consumatasi nell'arco di pochi mesi.
Circa 700 le denunce-querele provenienti da tutta Italia per un danno quantificato di oltre 600mila euro".

Chiaramente, sono stati ricostruiti tutti i movimenti del denaro incassato dal gruppo a danno degli ignari clienti. "Gli acconti, e talvolta persino i saldi versati - spiegano ancora carabinieri e Finanzieri -, venivano rapidamente fatti transitare su altri conti correnti per essere poi spesi per fini ben diversi dall'acquisto di pellet e in alcuni casi prelevati in contanti".